Bonomi (Confindustria): tutto fermo, mancano 400 (!!!) decreti attuativi e c’è pure segreto di Stato su 11 imprese che faranno i nuovi banchi

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Le canta, eccome, il presidente degli industriali. “Facciamo tutti insieme un grande Patto per l’Italia. Lavoriamo con spirito di coesione nazionale, dimostrando che ci sentiamo tutti sulla stessa barca cosi’ come chiede il Presidente della Repubblica”, altrimenti il rischio e’ una “crisi irreversibile”. Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in una intervista su “La Stampa” elenca i punti critici della “ricostruzione” che, a suo avviso, “deve ruotare su tre punti essenziali. Primo punto – spiega -: un piano di riforme strutturali, sfruttando i fondi Ue. Secondo punto: un piano di politica industriale di mercato, rinunciando a ogni disegno statalista che alla fine serve solo a ridistribuire potere e poltrone. Terzo punto: operazione fiducia sulle imprese”.

“Mi aspettavo un agosto completamente diverso – aggiunge -. Faccio solo qualche esempio. Primo, il governo ha varato le misure anti-crisi, ma mancano oltre 400 decreti attuativi: tutto fermo. Secondo, ci avevano detto che ad agosto avrebbero lavorato alla stesura del piano di riforme da presentare alla Ue per ottenere i contributi del Recovery Fund: tutto fermo. Terzo si profila di nuovo un’emergenza sanitaria e anche su quel fronte ci avevano detto che avrebbero presentato progetti per attivare i prestiti del Mes: tutto fermo. Quarto: il 14 settembre dovrebbero ricominciare le scuole, ma ancora non si e’ capito se e come riapriranno: tutto fermo. Da settimane – conclude – siamo inchiodati a discutere sui banchi a rotelle, non riusciamo neanche a sapere quali sono le 11 imprese che li starebbero fabbricando, siamo al paradosso che c’e’ una sorta di segreto di stato su una gara pubblica”. 

(red)

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