Striscione choc fuori al San Paolo “Peggior virus si chiama Juve”

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 Juventus-Napoli non giocata per il Covid: un lungo striscione esposto all’esterno dello stadio San Paolo a Napoli attacca pesantemente i bianconeri. “Il peggior virus si chiama Juventus…20:45 Amuchina su Torino” il testo del messaggio apparso all’esterno della Curva B.

Un altro riporta la scritta: “3-0 a tavolino? Siete il cancro… non esiste vaccino!”. 

Andrea Agnelli, presidente della Juventus, ha parlato intanto ai microfoni di Sky Sport del caso Juventus-Napoli. “Io non è che debba farmi un’idea o no della situazione – ha detto -. Ciò che è indispensabile è fare chiarezza: abbiamo dei protocolli che sono molto chiari, ed è prevedibile che sarebbe successo di avere un caso di positività al Covid. Prima o poi capita a tutti. A quel punto ci si affida al protocollo e si sa cosa bisogna fare. Si va in isolamento fiduciario in una struttura concordata con l’Asl e così facendo ci si può allenare e disputare la partita.

C’è molta chiarezza, si sa cosa succede, è quello che abbiamo fatto anche noi ieri quando due persone sono risultate positive. Ci siamo isolati nella nostra struttura, il nostro centro tecnico. Non è una questione di sistema calcio, il protocollo è stato studiato dalla Federazione con il Governo, ovvio che è un regolamento “vivo”, con i giorni scopriamo sfaccettature che non erano state prese in considerazione, le casistiche volta per volta verranno individuate e il documento perfezionato. E’ evidente che la priorità è la tutela della salute pubblica, in questo caso abbiamo un protocollo che ci permette di svolgere il nostro mestiere. L’importante è avere sempre quello spirito di lealtà sportiva che sta alla base di tutto”.

Contatti con De Laurentiis? “Ci siamo mandati un messaggio, mi ha scritto – ha detto Agnelli -. Io ho risposto che la Juventus si attiene ai regolamenti. Lui voleva rimandare la partita, una richiesta che può essere legittima. Ma in tutte le industrie ci sono i regolamenti e a quelli ci si deve attenere. Se non ci atteniamo ai regolamenti è il primo errore che commettiamo non da sportivi, ma da cittadini. Come ci saremmo comportati noi a parti invertite? Io sarei partito per Napoli, ma l’Asl non avrebbe emesso quel comunicato. L’Asl non interviene se il protocollo è osservato, se non lo osservo interviene l’Asl. La Asl dipende dal ministero della Sanità, il cortocircuito è interno, non esterno. Il protocollo mi sembra molto ben fatto, ma mi rimetto alle autorità competenti, nella consapevolezza che la salute pubblica viene prima di tutto. Ma se vogliamo portare a termine le manifestazioni sportive, non solo il campionato di calcio, bisognerà saper gestire i casi e le positività che possono essere individuate vista la frequenza dei controlli a cui siamo sottoposti”. E alla fine ha precisato: “Io preferisco vincere sul campo. Sempre”. 

Immagine tratta dalla pagina http://sscalcionapoli1926.altervista.org/

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