Medici di famiglia, specie in estinzione. Ma c’è chi diceva che non servivano…

8 Marzo 2024
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Medici di famiglia, pediatri e specialisti: in Italia categorie in via di estinzione. Pensionamenti massicci in arrivo e fuga all’estero per usufruire di condizioni di lavoro più remunerate e di più alta qualità le cause principali della carenza nonostante l’apertura per l’arrivo di nuova forza lavoro. Numeri destinati a crescere nei prossimi anni con oltre 19mila Medici pronti a specializzarsi. Una prospettiva che però allarma in quanto la carenza è oggi, mentre nel 2034 potrebbe addirittura esserci un’inversione di tendenza con il rischio di avere al contrario un imbuto lavorativo, con 32mila Medici in più rispetto al fabbisogno. A lanciare l’Sos per i Medici di base è la Fondazione Gimbe, mentre, dal canto suo, Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, ha presentato i dati elaborati dal Centro Studi in una conferenza stampa dell’Osservatorio giovani professionisti Fnomceo sull’accesso a Medicina. Secondo i dati diffusi da Gimbe e riferiti al primo gennaio 2023, mancano 3.114 Medici di Medicina generale, con situazioni più critiche nelle grandi Regioni del Nord. 

Medici di famiglia: in Lombardia (-1.237), Veneto (-609), Emilia Romagna (-418), Piemonte (-296), oltre che in Campania (-381). I calcoli di Gimbe si basano sul rapporto di 1 medico di medicina generale ogni 1.250 assistiti (valore medio tra il massimo di 1.500 e l’attuale rapporto ottimale di 1.000) e utilizzano le rilevazioni della struttura sanitaria interregionale convenzionata. In particolare tra il 2023 e il 2026 sono 11.439 i pensionamenti previsti. Inoltre quasi un medico di famiglia su due supera il limite massimo dei 1.500 assistiti, sottolinea ancora Gimbe riportando dati forniti dal ministero della Salute, riferiti all’anno 2022: su 39.366.

Medici di medicina generale, il 47,7% ha più di 1.500 assistiti ; il 33% tra 1.001 e 1.500 assistiti; il 12,1% da 501 a 1.000; il 5,7% tra 51 e 500 e l’1,5% meno di 51. Un allarme, la carenza dei medici, che “riguarda tutte le Regioni ed è frutto di un’inadeguata programmazione”, dice il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta.

Medici di Medicina Generale, sono passati dai 45.382 del 2013 ai 35.398 di oggi, con un calo netto di 10mila unità; i pediatri di libera sceltai di 1.700 unità; i medici specialisti ambulatoriali interni hanno perso 2.500 unità, passando dalle 15.542 del 2013 ai 12.973 di oggi. 

I medici ospedalieri invece, in calo sino al 2020 per il blocco del fatturato, vedono ora una nuova crescita: erano 104.618 nel 2013, hanno toccato un minimo di 100.703 nel 2017, sono oggi 103.145. Da qui al 2030, poi, usciranno dal Servizio sanitario nazionale per andare in pensione 78.252 dei 227.921 Medici attualmente operativi, con un apice della gobba pensionistica che viene raggiunto già quest’anno per i Medici di Medicina Generale, nel 2025 per gli ospedalieri e gli specialisti ambulatoriali. Nel frattempo sono stati aumentati i posti per le scuole di specializzazione, con un picco nel 2020/2021, che ha portato a riassorbire l’imbuto formativo, e gli accessi a Medicina sono stati 19.544, 4.800 in più rispetto a quello passato. Dal 2026 anche la riforma della Sanità territoriale prevista dal Pnrr. Per trattenere i Medici e arginare la fuga verso l’estero (circa 40mila tra il 2019 e il 2023, di 11mila in un solo anno) o verso la sanità privata, è stato varato lo scudo penale e c’è stato l’intervento sulla riduzione delle imposte per gli operatori dell’emergenza-urgenza. Non basta aumentare i posti, dice però l’Ordine dei medici, occorre puntare sulle figure delle quali c’è più necessità. 

Agosto 2019, l’allora sottosegretario Giancarlo Giorgetti, prendeva una solenne cantonata affermando questo:

«Nei prossimi 5 anni mancheranno 45 mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti? Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su Internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito». Così si esprimeva il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Giorgetti nel suo intervento al Meeting di Rimini per l’incontro ‘Intergruppo sussidarietà: le riforme istituzionali’ scatenando le reazioni della categoria. 

Giorgetti, una delle menti più lucide e serie della Lega, quella volta, aveva preso un grosso abbaglio.

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