Le misure in arrivo. Mascherine all’aperto, limiti per feste e no discoteche. Esercito in campo

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Obbligo di mascherine all’aperto, stretta sui controlli contro gli assembramenti, mentre bar e ristoranti al momento rimarranno aperti, senza alcun coprifuoco. Nel lungo giorno che porterà al varo del nuovo dpcm, Il ministro della Salute Roberto Speranza nella propria informativa alla Camera ne conferma sostanzialmente i contenuti più importanti, che non segnano chiusure o limitazioni particolari ma che, avvisa, “sono un primo segnale di rafforzamento delle misure essenziali che fin qui ci hanno consentito di gestire l’epidemia”.

Speranza spiega che “la tendenza di crescita” dei contagi di coronavirus “riguarda tutti i Paesi europei e anche il nostro Paese: l’Italia sta meglio, insieme alla Germania è quella che sta reggendo meglio la seconda ondata ma non dobbiamo farci alcuna illusione. Sarebbe sbagliato pensare di esserne fuori”. Anche perché questa volta “non c’è più una dinamica di territorialità, con una parte di paese molto colpito e il resto colpito solo marginalmente, ma c’è una crescita diffusa e marginalizzata: nessuna regione può sentirsi fuori dai rischi, serve massima attenzione in ogni angolo del Paese. Servirà un livello di coordinamento molto più forte tra governo e regioni”.

Quindi l’accenno alle misure che saranno contenute nel dpcm che arriverà in Consiglio dei ministri questa sera (ma che secondo Speranza dovrebbe essere approvato solo domani): “Valutiamo l’estensione dell’obbligo delle mascherine anche all’aperto, dobbiamo fare uno sforzo in più perché in ogni situazione in cui c’è la possibilità di incontrare persone non conviventi bisogna usarle”.

E ancora: “Lavoriamo nelle prossime ore per aumentare il livello dei controlli sugli assembramenti, che sono un rischio reale che non possiamo permetterci”.

 Speranza ha poi anticipato che il governo sarebbe orientato a prorogare ulteriormente lo stato di emergenza: “Dal 2004 l’Italia ha dichiarato 154 volte lo stato di emergenza, e spesso è stato prorogato, e quasi sempre per eventi limitati nel tempo come terremoti e alluvioni. Qui siamo invece di fronte a un evento dinamico, imprevedibile: penso che nel prossimo Dpcm dobbiamo continuare sulla linea della prudenza e proveremo a confermare quelle misure essenziali che fin qui ci hanno consentito di gestire l’epidemia, ma dando un primo segnale di rafforzamento di queste misure”. Anche perché, ricorda Speranza, a parlare sono i numeri: “Oggi abbiamo 58900 persone positive, il 6 agosto erano 12600, non possiamo non nasconderci questo aumento. Oggi abbiamo 323 persone in terapia intensiva, sono numeri ancora sostenibili, ma non possiamo non vedere la tendenza: durante l’estate eravamo arrivati a 30”. L’obiettivo, insomma, è non mettere di nuovo a rischio la sostenibilità del sistema sanitario. 

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