PIEMONTE: 38 MILIONI DI METRI CUBI PER FAR FRONTE ALLA SICCITA’. MA PER 15 GIORNI

Lettura 3 min

di Gigi Cabrino – Gli impianti idroelettrici piemontesi rilasceranno acqua per 38 milioni di metri cubi per quindici giorni; Enel, inoltre, è pronta a erogare quasi 1,8 milioni di metri cubi al giorno dalle dighe della Valle Gesso, Val Varaita, Rochemolles e dell’Ossola, Iren 500.000 metri cubi al giorno attraverso gli invasi di Ceresole e Telessio in Valle Orco e Italgen circa 260.000 metri cubi al giorno dalle centrali a valle della diga del Chiotas di Entracque.

E’un intervento “tampone” quello richiesto ai gestori di impianti idroelettrici in Piemonte per far fronte al periodo di eccezionale siccità di queste settimane.

Secondo l’Anbi, l’associazione dei consorzi irrigui, però questi provvedimenti garantirebbero solo la metà del fabbisogno accettabile per dare sollievo alle colture in questa fase critica e solo un quinto di quello che l’Assessorato all’Agricoltura ha stimato come ottimale, circa 13.5 milioni di metri cubi al giorno.

Il presidente pimontese e vicepresidente nazionale dell’associazione dei consorzi irrigui Vittorio Viora ha detto che “Abbiamo due settimane di tempo, non oltre, in cui cercare di governare la risorsa acqua per quella poca che è rimasta, sperando di riuscire a superare questi 15 giorni in cui tutte le piante e le coltivazioni sono in una fase fenologica, cioè in uno stadio tale per cui superato questo momento forse possiamo sperare un po’ meglio”.

Sempre Viora aggiunge :“questo non vuol dire che passati 15 giorni se non c’è anche un apporto di carattere piovoso il disastro non potrebbe ancora avvenire, ma noi ragioniamo di settimana in settimana, di 15 giorni, perché la situazione è tale che oramai tutti gli indicatori dicono che la risorsa acqua è veramente ai minimi termini”

Anche l’idropotabile preoccupa, se al momento il servizio idrico in Piemonte non presenta criticità particolari non si deve dimenticare che le irrigazioni alimentano le falde sotterranee, quindi la situazione anche su questo fronte è da monitorare per non trovarsi improvvisamente in emergenza.

Il presidente piemontese di Anbi ritiene che “dovranno essere indetti gli stati generali dell’acqua per cercare con tutti gli stakeholders che ci sono nel campo dell’irrigazione, dell’idropotabile, dell’energia elettrica, di cominciare a ragionare insieme e trovare una soluzione”

Foto di danilo.alvesd

Servizio Precedente

Sarà un autunno di fallimenti. La Cgia: debiti inesigibili, in buona parte perché lo Stato non paga le imprese

Prossimo Servizio

Uccisa ad Haiti la missionaria lecchese Luisa Dell'Orto

Ultime notizie su Piemonte