Il voto spagnolo, presagio dello scenario delle europee

25 Luglio 2023
Lettura 1 min

di Giovanni Robusti – Segnali nuovi? Dalla Spagna, dalle elezioni di domenica 23 luglio 2023 arriva forse qualche segnale interessante.
Dovevano vincere, stravincere i Popolari tanto che il suo leader ha desertato i confronti
con gli altri candidati. Spocchia, che forse ha pagato caro. Popolari in Spagna vuol dire
centrodestra. Stavolta più destra. Tanto da assorbire voti di Vox, la destra estrema. Vox che
ha perso le elezioni soprattutto rispetto alle recenti amministrative. La stessa Vox a cui la
Meloni ha garantito ampio sostegno arringando il popolo della destra spagnola. “Yo soy
Giorgia, soy una mujer, soy una madre, soy italiana ect etc”.
Hanno perso anche le varie sigle delle autonomie. In Spagna si chiamano nazionalisti. Dove
la nazione, non è la Spagna. E questo è un brutto segno.
Ma il fatto sorprendente è il recupero della sinistra. Sanchez ha giocato un azzardo e pare
lo abbia vinto.


Oggi, al di là dei proclami, i Popolari che non hanno i numeri sono limitati dall’alleanza con
VOX. Che per sua natura esclude qualsiasi altra alleanza. Soprattutto esclude i partiti
autonomisti. Partiti che in questi anni di governo Sanchez hanno votato spesso il governo
quando hanno avuto concessioni o convenienza. Forse oggi quello che ha le carte migliori,
sono proprio i socialisti. Con un partito comunista rinato sulle ceneri di Podemos (quello che
da noi sono i 5 stelle, con i dovuti distinguo ovviamente) e quello che è rimasto dei partiti
regionali, potrebbero anche mettere assieme una maggioranza che con difficoltà, regga.


Ma il riflesso più significativo emerge se guardiamo alle prossime elezioni europee. I popolari
europei, che stanno cercando di spostare il proprio asse politico verso destra, inizieranno a
farsi qualche domanda. In Italia Giorgia Meloni dovrebbe riflettere sul peso dei suoi alleati
di governo. Sono un valore o un peso che trascina a fondo. Salvini dovrebbe farsi qualche
domanda sulla collocazione politica. Finito lo spirito autonomista, che non torna più, si trova
chiusa la strada alla sua destra da una sempre più ingombrante Meloni. L’unico spazio forse
verso il centro. Ma è anche molto affollato. I reduci del berlusconismo. I sogni di Renzi. E
sopra tutto poco spazio concesso dai votanti italiani verso quella direzione.
Se guardassimo altre realtà europee potremmo trovare molte similitudini. Esclusi forse
Polonia e Ungheria.


Già, gli elettori, quelli che vanno a votare. Che fanno la differenza con quelli che stanno a
casa. In Spagna parte del risultato di Sanchez è dovuto all’aumento della partecipazione
al voto. Alle elezioni europee i votanti sono sempre stati pochini. Se solo la migliorata
sensibilità dei cittadini europei verso le istituzioni portasse più gente a votare, credo che il
risultato tanto atteso dalle destre europee potrebbe essere quantomeno incerto.
Unico neo. Se ne avvantaggerà una sinistra che non ha ancora nemmeno preso atto della
sua profonda crisi. Delle sue inutili e deleterie divisioni. Della sua mancanza di leader.
Spagna a parte dove dai fatti emerge certamente un leader carismatico: Sanchez. Il vero
vincitore di queste forse inutili elezioni.

IL GIORNALE

Direttrice: Stefania Piazzo
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