MOODY’S “MINACCIA” DI ABBASSARE IL RATING

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di Gi. Ca. – un film già visto, situazione economica non rosea, rischi di rallentamento delle riforme e agenzie di che minacciano un abbassamento del giudizio sul debito italiano con prevedibile rialzo di spread e conseguente aumento dei tassi di interesse.
Non siamo nel 2011 alla crisi dei debiti sovrani che portò alla caduta dell’ultimo governo Berlusconi ma alla vigilia dell’insediamento del governo Meloni.
Come ci informa Il Giornale Moody’s “potrebbe procedere a un abbassamento della valutazione del merito di credito (downgrade), confermato a Baa3, un gradino sopra il livello spazzatura, qualora riscontrasse «un significativo indebolimento delle prospettive di crescita a medio termine del Paese a causa della mancata attuazione delle riforme che favoriscono la crescita, comprese quelle previste dal Pnrr». Un altro fattore negativo potrebbe essere rappresentato da «politiche fiscali e/o economiche che indeboliscono il sentiment del mercato» con conseguente «aumento dei livelli di indebitamento nel medio termine».
Sembrano ripresi i temi sollevati dal presidente di Confindustria Bonomi su flat tax e prepensionamenti non realizzabili allo stato delle cose.


Osserva il Giornale: “Anche la nota di Moody’s sembra guardare negativamente ad alcuni capisaldi delle politiche del centrodestra: ridiscussione del Pnrr, abbassamento della pressione fiscale e sblocco dei pensionamenti anticipati. Proposte condivise da tutti i partiti della nuova maggioranza ma che vedono la Lega di Matteo Salvini richiamarle continuamente come punti irrinunciabili dell’agenda del nuovo governo”.


“Al contrario, si legge nel report di aggiornamento sull’Italia, si potrebbe aumentare il rating «se le prospettive di crescita e la traiettoria del debito si dimostrassero resistenti ai rischi derivanti dall’incertezza politica, dalla politica energetica e dall’aumento dei costi di finanziamento». Moody’s, che dopo le elezioni non ha modificato il suo giudizio aspettando la formazione di un nuovo governo, ha sottolineato che «sebbene sia improbabile un aumento del rating nel prossimo futuro, prenderemmo in considerazione la possibilità di cambiare l’outlook a stabile (da negativo, ndr)» se ci fosse la prova «che il prossimo governo è impegnato nell’attuazione di riforme strutturali a sostegno della crescita» e di «un credibile piano di risanamento di bilancio»”.
Insomma, per un paese altamente indebitato e fortemente interconnesso con paesi ed economie internazionali, pare suggerire Moody’s, non sono ammesse leggerezze nei conti pubblici né tantomeno promesse urlate a caso in campagna elettorale. Specialmente quando la campagna elettorale è finita.

Gigi Cabrino nato a Casale Monferrato (AL) nel 1977, laureato in economia aziendale, in Teologia e specializzato in servizi socio sanitari, padre di quattro figli. Consigliere comunale a Villanova Monferrato per due mandati a cavallo del secolo scorso e a San Giorgio Monferrato dal 2019. Lavoro nella scuola pubblica da alcuni anni come insegnante prima e tra il personale non docente poi. Atleta di fondo e mezzofondo da sempre.

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