Giorgetti e la crisi Whirlpool

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di Luigi Basso – Giorgetti fa come i predecessori grillini, prende tempo e cerca sussidi? Ma anche no! Alla prima curva che il neo Ministro dello Sviluppo Economico del Governo Draghi, Giancarlo Giorgetti, ha dovuto affrontare, la crisi dei lavoratori Whirlpool, dov’è finita la sua auto?
Ai lavoratori ed ai sindacati ricevuti al Ministero, Giorgetti ha detto che mancano 36 giorni lavorativi alla scadenza del blocco dei licenziamenti e che sarà necessaria una proroga, perchè per studiare una soluzione occorre più tempo (Di Maio e Patuanelli docet).
Non sappiamo cosa abbiano risposto gli interlocutori al Ministro.


L’episodio, però, è veramente istruttivo e ci rivela molte cose.
In primo luogo, avremmo preferito sentire parole diverse dalle solite frasi da uno che è in Parlamento dal 1996, ovvero da 25 anni, e che ha ricoperto ruoli di governo più volte, dimostra che la situazione dell’Italia è compromessa irrimediabilmente e che occorre procedere con mezzi straordinari evitando di tirare calci al barattolo.


In secondo luogo, anche il governo Draghi si muove nella identica direzione di Conte, blocco dei licenziamenti e studio di sussidi tipo reddito di cittadinanza per i lavoratori che saranno licenziati (anche se verrà cambiato nome a queste misure di sostegno, per far finta di cambiare politica)?
In terzo luogo, il fatto che Giorgetti, alla prova dei fatti, dica le cose dei predecessori, lascia aperte delle domande. Aspettiamo che tiri fuori l’asso del fuoriclasse, nel governo che ha tanto sostenuto, artefice della conversione europeista della Lega.


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