Zaia: Vi spiego il 36% di tamponi positivi. Colpa di una norma di Roma

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“Ieri e’ stata diffusa la notizia che il Veneto ha il 36% di tamponi positivi su quelli fatti: la verità è che noi facciamo molti tamponi molecolari e rapidi ma se tutti i positivi vengono ‘caricati’ solo sui molecolari viene fuori una percentuale alta”. Lo spiega il Presidente del Veneto Luca Zaia. “Purtroppo l’attuale norma, che è di febbraio – chiarisce – prevede che la percentuale di positivi si faccia sui molecolari, perché all’epoca non c’erano i rapidi, che sono comparsi d’estate. Il Ministero ha detto che modificherà questo guaio”.

 “Abbiamo avuto rassicurazioni sulla pubblicazione del dato dei tamponi rapidi accanto a quello del numero dei tamponi di biologia molecolare”. Lo precisa il Dipartimento di Prevenzione della Regione Veneto ribadendo che il 36% dei positivi ai tamponi “è un dato erroneo”. Il problema riguarda i test rapidi, non previsti dal conteggio stabilito, per i quali il Veneto ha chiesto “una modifica della definizione che sarà contenuta nella prossima circolare del Ministero della Salute”.

“La proporzione dei casi sul totale dei test effettuati, sia rapidi che molecolari – viene chiarito – consentirà di avere un elemento più preciso per la valutazione degli scenari epidemiologici”.

La nota della Regione Veneto sottolinea che “in data 24 dicembre il Coordinamento della Commissione Salute delle Regioni italiane ha inviato una nota ufficiale al Ministro della Salute Speranza e ai tecnici del dicastero nella quale, peraltro, ‘si richiede che siano precisati chiaramente il totale dei test effettuati (molecolari e antigenici) dalla singole Regioni in tutti i bollettini del Ministero e della Protezione Civile'”. 

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