Medici veneti contro test rapidi di Zaia. “Tornare ai molecolari”

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di Benedetta Boiocchi – Braccio di ferro tra i medici veneti dell’Anaao Assomed regionale. Il sindacato ha infatti inviato una missiva ai vertici Ussl e al presidente Zaia rimarcando, secondo i sanitari, che “La refertazione di falsi negativi tra il personale sanitario” comporterebbe “rischi enormi”.

Viene di fatto contestato di aver spinto sui test rapidi sul personale sanitario, ritenendoli però meno affidabili dei test molecolari.


“Da novembre 2020 codeste Aziende sanitarie hanno inopinatamente deciso di interrompere il controllo e il monitoraggio della circolazione del virus mediante la periodica effettuazione del test molecolare al personale sanitario – si legge in un documento pubblicato da Il Fatto Quotidiano, https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/03/covid-i-medici-del-veneto-contro-i-test-rapidi-decisi-dalla-regione-diffida-per-ritornare-allo-screening-con-i-molecolari/6054095/). Tale tipologia è stata ‘sostituita’ dal test rapido e solo in caso di riscontrata positività al reagente, è prevista l’effettuazione del test molecolare”.

Il segretario del sindacato veneto, Benazzato, si legge, “cita la risposta ricevuta dal direttore di un’azienda sanitaria secondo cui “la Regione ha specificato che la scelta di tali test si basa su quanto indicato dai principali organismi internazionali (Oms, Ecdc, Cdc e circolare del ministero della Salute n. 31400 del 29 ottobre 2020)”, in sintonia con “una Nota Tecnica ad interim di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità”.

La diffida “non disconosce l’effetto coercitivo della delibera di Giunta regionale nei confronti delle aziende sanitarie” ma evidenzia che “sotto il profilo giuridico soltanto queste ultime, in qualità di datore di lavoro, saranno chiamate a rispondere della violazione delle disposizioni normative poste a tutela della salute, della sicurezza e dell’incolumità dei propri dipendenti”.

Secondo Benazzato “La delibera di Giunta travisa e viola il senso e la lettera della circolare ministeriale e della nota tecnica ad interim per avvalorare la scelta dei soli test rapidi”. Infatti, “la circolare del 29 settembre ha ad oggetto l’uso dei test antigenici rapidi ‘con particolare riguardo al contesto scolastico’, un contesto ben diverso dalle strutture sanitarie che, come chiarito in un recente studio cofirmato anche dalla responsabile del Dipartimento di prevenzione della Regione Veneto, per il personale che vi opera presenta un rischio di contagiosità quattro volte superiore rispetto a quello della popolazione residente in Veneto”.

Secondo quanto riferito, per la circolare ministeriale il test molecolare “è attualmente il più affidabile per la diagnosi”, mentre quello antigenico, anche se dà i risultati in soli 15 minuti, “ha una sensibilità e una specificità inferiori con conseguente possibilità di risultati falso-negativi e falso-positivi”.

Quindi per Anaao Assomed “Ben altra cosa è l’utilizzo esclusivo del test rapido in un contesto sanitario. La refertazione di falsi negativi tra il personale sanitario comporta dei rischi enormi perché, come hanno insegnato i casi dei presìdi ospedalieri di Nembro e di Alzano, finisce per fare da detonatore per la proliferazione del contagio tra chi rappresenta la ‘prima linea’ nella lotta al virus”.

Il braccio di ferro è insomma tutt’altro che amichevole.

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