Cartabellotta: Decreto riaperture pietra tombale su vaccinazioni. Ritardi su antivirali e monoclonali. Troppi decessi in pazienti fragili

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 “Il decreto Riaperture non incentiva alla vaccinazione, ma forse molti oggi pensano che siamo in primavera, i vaccini sono vecchi ed è meglio aspettare l’autunno”. Lo afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano. Secondo Cartabellotta “da un mesetto, complice lo scoppio del conflitto e la scadenza dello stato d’emergenza, c’è un calo generale sulle vaccinazioni: dalle prime dosi ai bambini e alle terze dosi”.

“Ci sono ritardi anche sulle cure -spiega-, nella distribuzione del nuovo monoclonale e degli antivirali. Non sono farmaci che possono essere prescritti in maniera semplice, richiedono un impianto organizzativo per identificare i pazienti, fare i tamponi nei tempi, ‘arruolarli’ nei centri specializzati. Pare siano indietro anche con la consegna delle pillole antivirali che non possono contare sulla rete prescrittiva dei medici di famiglia, sono trattamenti demandati all’ambiente specialistico. I decessi Covid sono aumentati del 7,3% negli ultimi sette giorni. Nonostante le coperture vaccinali, anche se Omicron è meno grave, quando i numeri sono alti c’è un rimbalzo negli ospedali: quasi mille pazienti in più in area medica in due settimane, meno in terapia intensiva, ma il numero dei decessi resta elevato. Muoiono soprattutto persone fragili, anche vaccinate, che potrebbero essere salvate con quei trattamenti innovativi”.

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