Riforma della giustizia. Sarà la volta buona?

15 Giugno 2023
Lettura 1 min

di Gigi Cabrino – Arriva in CDM la bozza di riforma promossa dal ministro Nordio. Ed è fortemente simbolico il fatto che arrivi proprio poco dopo i funerali di Silvio Berlusconi che, per il trattamento persecutorio subito in trent’anni di politica, ha fatto della necessità di una riforma in senso garantista una ragione di vita.
Stretta alla pubblicazione di intercettazioni, via al terrore dei sindaci di incorrere nel reato fumoso dell’abuso d’ufficio; inoltre limiti alla possibilità del pm di ricorrere in appello dopo che l’imputato ha ottenuto una assoluzione in primo grado. Sky TG24 riporta sinteticamente i punti della proposta di Nordio.

Se le bozze saranno confermate, sparirà il reato di abuso d’ufficio. Verrà dunque cassato L’articolo 323 del codice penale che punisce gli ammistratori locali, anche in considerazione del fatto che il 95% dei casi porta ad assoluzione o archiviazione.
Il governo ritiene che questa sia la chiave per cancellare la “paura della firma” più volte denunciata dagli amministratori locali. Da parte loro però, i comuni, sottolineano di non aver mai chiesto la cancellazione della norma, ma una sua riformulazione. Contro questa ipotesi di cancellare il reato, si sono dichiarati anche i magistrati.

Nessun limite alla possibilità di compiere intercettazioni. Ma stretta, forte, sulla possibiltà di pubblicarle. Sarà vietato infatti diffonderle a mezzo stampa se non sono contenute in uno dei provvedimenti dei giudici, che insieme ai pm dovranno stralciare dai brogliacci e dai loro provvedimenti i riferimenti alle persone terze estranee alle indagini.

Nella bozza si prevede anche che il pm non potrà più presentare appello contro le sentenze di assoluzione relative a reati di contenuta gravità. Rimane la facoltà invece per i reati più gravi. Resteranno dunque appellabili da parte del pubblico ministero le decisioni di assoluzione per i reati più gravi, compresi tutti quelli contro la persona che determinano particolare allarme sociale, tra i quali sono ricompresi i reati cosiddetti da codice rosso

Riguardo al mandato di custodia cautelare la decisione finale non spetterà più solo al gip, ma a 3 giudici.

Infine, sul reato di traffico di influenze, il governo intende mettere una definizione più puntuale dei comportamenti illeciti, limitandolo a condotte particolarmente gravi e innalzando la pena da un anno ad un anno e 6 mesi.

Nel progetto del ministro Nordio, questo è solo il primo step. In Autunno ci dovrebbe essere una discussione sui reati della pubblica amministrazione, sembra richiesta dalla responsabile giustizia della Lega Giulia Bongiorno. Poi il grande moloch costituzionale dellla separazione delle carriere e la riforma del CSM. Su quello l’accordo ancora non c’è.
Ma l’intenzione è andare avanti e provarci. Nel segno, e nel solco, di Silvio Berlusconi.

Gigi Cabrino nato a Casale Monferrato (AL) nel 1977, laureato in economia aziendale, in Teologia e specializzato in servizi socio sanitari, padre di quattro figli. Consigliere comunale a Villanova Monferrato per due mandati a cavallo del secolo scorso e a San Giorgio Monferrato dal 2019. Lavoro nella scuola pubblica da alcuni anni come insegnante prima e tra il personale non docente poi. Atleta di fondo e mezzofondo da sempre.

IL GIORNALE

Direttrice: Stefania Piazzo
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