Migranti, ancora la Francia all’Italia: I porti non si possono chiudere

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Sembra non trovare pace la linea comune europea per la gestione degli sbarchi. Dopo infatti il vertice Ue il ministro degli Affari Interni, Vik Rakusan, ha affermato che” tra Italia e Francia “la tensione sia in parte superata”. Ma distesa in che senso?

L’Italia ha un nuovo governo, quindi daremo il benvenuto al nuovo collega e naturalmente vogliamo sentire la posizione dell’Italia”. Insomma, più che una tregua è ancora tutto il alto mare perché le parole del ministro francese dell’Interno, Gerald Darmanin, va giù molto netto.

“Bisogna ricordare a tutti qual è il diritto del mare, evidenziare che le Ong che operano nel Mediterraneo si trovano lì evidentemente per salvare le persone e in nessun caso possono essere equiparate ad organizzazioni di passaggio e, infine, bisogna ricordare che i Paesi del Sud del Mediterraneo devono aprire i loro porti perché a volte ci sono imbarcazioni delle ong che attraversano le loro acque territoriali e alle quali non vengono aperti i porti”.

“Il fatto stesso che questo vertice si tenga qualche giorno dopo l’arrivo della Ocean Viking al porto di Tolone – ha sottolineato – mostra che la Francia è stata ascoltata, e l’Europa ha compreso la gravità della situazione”.

E poi, ancora: “Vediamo se l’Italia adotterà il piano d’azione della Commissione e rispetterà le leggi e l’accordo firmato solo qualche mese fa. Se l’Italia non prende navi, non accetta la legge del mare – ha poi esplicitato – non c’è più motivo di fare i ricollocamenti. Non possono Francia e Germania sia prendere i migranti delle navi e fare i ricollocamenti”.

Insomma, più in alto mare di così…

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