Alla faccia della ripresa. Alla Marelli 550 esuberi in uscita volontaria

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 “Nella giornata di oggi abbiamo concluso positivamente, con un accordo, il piano di riorganizzazione presentato da Marelli che riguarda circa 550 dipendenti indiretti, su un totale di circa 4700, nella quasi totalità è costituito da un centinaio di dirigenti e per la restante parte da impiegati e operai non legati alla produzione. Entro il 30 giugno 2022, attraverso la volontarietà, usciranno volontariamente con l’utilizzo del contratto di espansione fino a 350 unità e circa 200 con incentivi all’esodo. Il piano prevede anche l’assunzione di 117 lavoratori con contratto a tempo indeterminato, pari ad 1/3 delle uscite del Contratto di Espansione, che riguarderanno la stabilizzazione di somministrati delle aree produttive di Bari e di ALI di Venaria, oltre a nuovi ingegneri nelle aree tecniche, di ricerca e sviluppo”.

Così in una nota Ferdinando Uliano segretario nazionale Fim-Cisl, e Stefano Boschini Coordinatore nazionale settore Fim-Cisl. “Prima della definizione degli strumenti individuati per la gestione del piano di riorganizzazione delle aree indirette, è stata fondamentale la discussione dettagliata del Piano industriale volto a garantire le attività italiane di Marelli – continuano Nello specifico il piano prevede l’impegno a realizzare investimenti, industriali e di sviluppo per oltre 77 milioni nel 2022, che riguardano una serie di progetti di innovazione e sviluppo principalmente nel campo della elettrificazione, della guida autonoma, della connettività, del sensing, della sicurezza stradale e della sostenibilità di processo, con arco temporale da tre a cinque anni. Il piano sarà accompagnato anche da un investimento importante sulla formazione dei lavoratori che l’azienda si è impegnata a condividere con le organizzazioni sindacali”.

Il Contratto di espansione riguarderà circa 350 persone che presenteranno formale richiesta di adesione volontaria dal 15 febbraio 2022, e consentirà l’uscita anticipata alla pensione, fino ad un massimo di 5 anni, con il riconoscimento di un’indennità pari al valore della pensione maturata all’atto dell’uscita. Le uscite sono solo volontarie, incentivate, senza ammortizzatore e avverranno dal 15 febbraio al 30 giugno’22. Saranno al massimo 200 e comunque unitamente al contratto di espansione non potranno superare le 450 unità e verranno accolte dall’azienda se rispettano le esigenze tecnico organizzative relativamente alla riorganizzazione. Fino a 5 anni di anzianità l’incentivazione sarà di 24 mensilità lorde, con una erogazione minima di 50 mila euro per gli impiegati/quadri e 40 mila per gli operai. Oltre 5 anni sarà di 36 mensilità lorde, con erogazione minima di 100 mila euro per gli impiegati/quadri e 70 mila euro per operai. Per le uscite antecedenti il 30 aprile, gli incentivi si incrementano di ulteriori 20 mila euro. Per i volontari con meno di tre anni dal pensionamento le mensilità di incentivo verranno rimodulate, rimangono invece inalterate le quantità minime. In caso di uscita anticipata verrà offerto un servizio di out-placement. Abbiamo inoltre previsto a livello nazionale e locale, verifiche sindacali di monitoraggio del piano di uscite, di formazione, di mobilità professionale e di assunzione”. 

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