Archiviazione, il Trivulzio: Operato in emergenza. I sindacati Usb: In Lombardia non c’è pace per morti e lavoratori. Pizzul: Non si cancella responsabilità Regione

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 “La richiesta di archiviazione della Procura è la logica conseguenza del contesto eccezionale in cui sono avvenuti i decessi, in una situazione di mancanza di indicazioni sanitarie precise per la scarsa conoscenza del virus, di mancanza dei tamponi, del tracciamento e dei dispositivi di protezione individuale. Tutto ciò ha portato ad escludere che esista un nesso di causalità tra la gestione sanitaria e i decessi”. Lo affermano gli Istituti milanesi Pio Albergo TRIVULZIO, Martinitt e Stelline in merito alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sul Pat da parte della Procura di Milano. “Il Pio Albergo TRIVULZIO ed il direttore generale Giuseppe Calicchio – si legge in una nota – pur rasserenati dalle conclusioni cui è giunta la Procura dopo un accertamento estremamente approfondito dei fatti, sono vicini ai familiari, così come lo sono stati in tutto questo anno e mezzo, anche mantenendo un rispettoso riserbo nella tempesta mediatica. Così faranno anche nelle eventuali successive fasi giudiziarie”. E conclude: “Il direttore generale Giuseppe Calicchio si è trovato a fronteggiare una vicenda enorme, come tutti coloro che hanno la responsabilità di una struttura sociosanitaria ma in più è stato eletto a bersaglio da alcuni che evidentemente non conoscevano la qualità delle strutture e del personale del Pio Albergo TRIVULZIO, come per altro certificato dalla Commissione Regionale di inchiesta”.

Di diverso avviso i sindacati. “Due decisioni scandalose che mirano a proteggere il sistema socio assistenziale lombardo e chi lo ha gestito e continua a gestirlo in una situazione di privatizzazioni selvagge”. L’Usb (Unione sindacale di base) della Lombardia non usa mezzi termini nel commentare le notizie che arrivano dal Tribunale di Milano e che “rischiano di mettere una pietra tombale sia sulle migliaia di morti in occasione dei primi mesi di pandemia, sia sullo sfruttamento dei lavoratori in quel sistema che è strettanebte correlato ai tanti decessi”. Il riferimento, oltre alla richiesta di archiviazione da parte della Procura di Milano dell’indagine sulla gestione dei primi mesi della pandemia al Pio Albergo Trivulzio, storica residenza per gli anziani della città, è anche relativo al fatto che la sezione lavoro ha bocciato il ricorso, sostenuto dall’Usb, di “decine di lavoratrici e lavoratori che hanno prestato servizio nell’altra grande Asp (Azienda servizi alla persona, ndr) cittadina, il Golgi-Redaelli, in regime di somministrazione illecita di manodopera”. Circostanza “incontestabile e ammessa anche dalla dirigenza nazionale”.

 “La richiesta di archiviazione per i vertici del Pio Albergo TRIVULZIO non cancella le gravi responsabilita’ della Regione Lombardia che a marzo del 2020 delibero’ di mandare i pazienti Covid nelle Rsa e lascio’ queste strutture senza adeguate indicazioni per settimane intere”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Fabio Pizzul, secondo il quale da parte di Palazzo Lombardia ci fu “una scelta che noi abbiamo denunciato da subito, prima con le cautele dovute alla difficilissima fase che tutta la Lombardia stava affrontando e poi con sempre maggior forza, mentre la conta dei morti nelle strutture per anziani diventava ogni giorno piu’ drammatica”. Per il consigliere lombardo “degli eventuali errori o condotte non conformi commesse nelle Rsa potra’ dire solo la magistratura, ma quel che e’ certo e’ che non sono state aiutate dalla Regione perche’ non sono state da subito individuate come luoghi particolarmente esposti alla furia del virus e sono state anche indicate come luoghi in cui trasferire malati ancora positivi al Covid e questo rimane un gravissimo errore della giunta Fontana nella gestione della pandemia”. 

Pizzul invita inoltre a “non dimenticare anche che la Giunta regionale, per un certo periodo, e’ addirittura arrivata ad accusare le Rsa di non aver saputo gestire l’emergenza, scaricando su di esse colpe che non avevano e umiliando operatori che hanno gestito condizioni critiche mettendo a rischio la propria salute. Errori e sottovalutazioni che avvennero quando – conclude Pizzul- esponenti della giunta dichiaravano di non averne sbagliata una, con tragica sottovalutazione di cio’ che stava accadendo. Di questo e altri errori nessuno ha ancora chiesto scusa ai lombardi”.

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