STATO “CARNIVORO” – Pressione fiscale sale al 50,3%. “Tolti alle famiglie 118 miliardi di euro, 16,5 in più dal 2022”

5 Aprile 2024
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 Nel quarto trimestre 2023 la pressione fiscale è stata pari al 50,3%, in aumento di 1,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Così Istat presentando il Conto delle amministrazioni pubbliche e le stime relative alle famiglie e alle società per il IV trimestre 2023. Il reddito lordo disponibile e la spesa per consumi finali delle famiglie consumatrici sono diminuiti rispettivamente dello 0,1% e dell’1,0 % rispetto al trimestre precedente.

La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è aumentata di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, attestandosi al 7,0%. Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, a fronte di un aumento dello 0,4% del deflatore implicito dei consumi delle famiglie. La quota di profitto delle società non finanziarie è stimata al 44,4%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 20,2%, è diminuito di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. 

Il Conto delle Amministrazioni Pubbliche (AP) e le stime relative alle famiglie e alle società presentate da Istat sono parte dei Conti trimestrali dei settori istituzionali. I dati relativi alle AP sono espressi in forma grezza, mentre quelli relativi alle famiglie e alle società in forma destagionalizzata.

Nel quarto trimestre 2023 l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stato pari a -5,5% (-6,7% nello stesso trimestre del 2022). Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -1,5% (-1,9% nel quarto trimestre del 2022). Il saldo corrente delle AP è stato positivo, con un’incidenza sul Pil del 5,0% (+1,1% nel quarto trimestre del 2022).

“Nel quarto trimestre del 2023, il quadro di finanza pubblica mostra un indebitamento in miglioramento e una pressione fiscale in crescita rispetto al quarto trimestre dell’anno precedente”, commenta l’Istat.

“Nel 2023 le imposte correnti sono aumentate di 24,6 miliardi di euro (+10,7 per cento sul 2022) … sottratti alle famiglie 118, 8 miliardi di euro, 16,5 in piu’ del 2022”, scrive su X Filippo Sensi, senatore del Partito democratico. “Per le imprese, le imposte sulla produzione segnano un aumento di 2,2 miliardi di euro (+7,5 per cento). L’Istat, non il Partito democratico”, puntualizza. 

credit foto jon-tyson-nPncMJ3zEUY-unsplash

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