REDDITO DI CITTADINANZA L’INGIUSTIZIA PER GLI ONESTI LAVORATORI CONTINUA

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di Gigi Cabrino – Nel 2018 il primo governo Conte a guida Movimento 5 stelle e lega ha introdotto il reddito di cittadinanza; tutto il resto del panorama politico ha osteggiato e si è opposto a questa norma che mira a creare una società divisa in due, chi lavora e paga le tasse da una parte, chi deliberatamente non fa niente , poltrisce dal mattino alla sera, e viene sussidiato dall’altra.

Memorabili le dichiarazioni dell’allora segretario del PD Zingaretti che definiva il RdC una “pagliacciata”.

Oggi il PD è tra i più convinti sostenitori della misura, dopo che la cosiddetta destra ha accennato a qualche piccola revisione del RdC.

Coerentemente i 5 stelle difendono il RdC e altrettanto coerentemente con le posizioni del “018 Renzi e Calenda ne propongono l’abolizione.

La destra di governo, dopo aver affermato che il lavoro deve dare dignità e non il reddito di cittadinanza – parole sacrosante- alla prova dei fatti ha portato qualche piccola e marginale misura di modifica ma il reddito resta, eccome.

Troppa gola deve fare la possibilità di elargire mancette e coltivare l’orticello elettorale di qualche milione di mantenuti di stato.

Lo stesso motivo, tra l’altro, per cui non c’è traccia di riduzione delle tasse nella prima manovra del centrodestra di governo; ridurre le tasse impone di ridurre la spesa e solo chi è cieco non vede le affinità della nuova destra con gli apparati parassiti e tendenzialmente nullafacenti di larga parte dell’amministrazione pubblica; a scanso di equivoci specifico che chi scrive è statale, precario ma pur sempre statale.

Quindi nonostante i proclami della campagna elettorale di eliminazione di una misura che non incentiva in nessun modo il lavoro nulla o poco cambia sul reddito di cittadinanza; il 65% dei voti ai 5 stelle a Scampia hanno fatto capire a Meloni e Salvini, molto attenti ai flussi elettorali di quelle latitudini, che mantenere a far niente qualche milione di persone a spese degli onesti lavoratori può portare tanti ma tanti voti, tanto spesso quelli che pagano non se ne accorgono.

Milioni di giovani e non che hanno studiato, si sono specializzati ed accettano levatacce ed ore piccole per fare lavori sicuramente non all’altezza delle loro attese continueranno a farlo per mantenere col loro lavoro e le loro tasse milioni di nullafacenti che non intendono cercare lavoro e intendono continuare ad essere mantenuti dagli stupidi lavoratori contribuenti senza rendere il benchè minimo servizio alla comunità.

E la chiamano giustizia sociale.

Sarebbe il centrodestra questo? Sarà , ma tanta differenza dai Cinque stelle non si vede.

Gigi Cabrino nato a Casale Monferrato (AL) nel 1977, laureato in economia aziendale, in Teologia e specializzato in servizi socio sanitari, padre di quattro figli. Consigliere comunale a Villanova Monferrato per due mandati a cavallo del secolo scorso e a San Giorgio Monferrato dal 2019. Lavoro nella scuola pubblica da alcuni anni come insegnante prima e tra il personale non docente poi. Atleta di fondo e mezzofondo da sempre.

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