Ichino, Green Pass al lavoro è legittimo

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 E’ legittima la proposta di Confindustria di chiedere il green pass ai lavoratori per accedere al posto di lavoro? “Credo proprio che Confindustria abbia ragione: condizionare l’accesso in azienda all’avvenuta vaccinazione, oggi che il vaccino è disponibile per tutti, è una misura sicuramente efficace e ragionevolissima. A ben vedere, proprio per questo gli imprenditori potrebbero già adottarla di loro iniziativa: in forza dell’articolo 2087 del Codice civile, che obbliga il datore di lavoro a garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro”. Lo afferma il giuslavorista ed ex parlamentare, Pietro ICHINO, in una intervista al Corriere della Sera. C’è però anche l’articolo 32 della Costituzione sulla libertà di scelta per i trattamenti medico-sanitari, a meno che la legge non preveda un obbligo… “La stessa norma costituzionale ha come primo oggetto la protezione della sicurezza e della salute di tutti. Libero dunque ogni cittadino di non vaccinarsi, finché una legge non prevede questo obbligo; ma non di mettere a rischio la salute degli altri. E dunque libero anche ogni imprenditore, dove la vaccinazione costituisca la misura più efficace per la tutela dei propri dipendenti, di richiederla in forza della norma che ho appena citato”. Ma II Garante della Privacy vieta la richiesta di esibizione del certificato di vaccinazione…

“Lo stesso Garante riconosce che il diritto alla riservatezza è un diritto eminentemente disponibile: per esempio, ognuno è libero di disporre del proprio diritto all’immagine, o al riserbo sulle proprie vicende personali. L’obbligo di vaccinarsi ben può dunque derivare dal contratto di lavoro, così come da un contratto di trasporto, o di albergo”. Cosa rischia il lavoratore che si rifiuta di vaccinarsi o di presentare il green pass? “Il decreto-legge n. 44/2021, che già dispone l’obbligo di vaccinazione per tutto il personale medico-sanitario, prevede che i renitenti possano essere spostati a mansioni che non comportino il contatto con altri dipendenti o pazienti, oppure la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. Esattamente come per il guidatore di auto o camion a cui sia stata sospesa la patente di guida”. La maglor parte dei sindacati si è detta contraria… «Ci sono anche – soprattutto in Cisl e Uil, ma anche nella Cgil — i sindacalisti che non si allineano sulle posizioni delle forze politiche di destra, e che condividono la linea della massima diffusione possibile della vaccinazione. Anche perché si rendono conto della contraddizione fra il chiedere una maggiore protezione della sicurezza dei lavoratori e nello stesso tempo opporsi all’obbligo della vaccinazione, che si sta dimostrando, al di là di ogni ragionevole dubbio, come la misura più efficace per minimizzare il rischio del contagio”.

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