Alitalia, nebbia fitta. L’Europa non vuole compromessi su nuovi salvataggi. “Basta aiutoni”

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 Fiato sospeso sul futuro di Alitalia. E’ ancora nebbia fitta sulla strada tra Roma e Bruxelles che dovrà portare al decollo della nuova Alitalia . Una strada sulla quale il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha fissato comunque un paletto, dicendo no a compromessi irragionevoli e mettendo sul tavolo anche soluzioni alternative mentre, intanto, sono scesi in piazza i lavoratori della compagnia che hanno manifestato davanti al Mise. “Con i commissari straordinari è in corso una riflessione su piani alternativi se l’attuale trattativa con il Mef e Mims andasse male”, ha spiegato Giorgetti nell’incontro di questa mattina al Mise con i rappresentanti sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Ugl trasporti, ai quali ha anche assicurato l’impegno a convocare un tavolo di crisi interministeriale la prossima settimana per tutto il settore del trasporto aereo.

“Il tempo gioca contro di noi, perché a breve c’è un giudizio su aiuti di stato”, ha poi sottolineato nel corso del questione time alla Camera. “La negoziazione è ancora in corso. Se non si arriverà a un compromesso ragionevole, non accetteremo”, ha evidenziato Giorgetti. E poi “cè un problema di liquidità per Alitalia che va risolto nell’interesse aziendale e dei lavoratori e bisogna lavorare perché la norma che consente allo stato di ristorare compagnie aeree sia interpretata in modo flessibile dalla Commissione”.

Sul caso è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini. Il decollo di Ita, “è oggetto delle nostre discussione anche di queste ore con la commissione europea. Il Governo è impegnato notte e giorni per tentare di chiudere la trattativa anche perché il fattore tempo è cruciale. In vista della ripresa dei traffici, abbiamo bisogno di una compagnia capace di sfruttare questo vento favorevole”, ha detto. “È importante partire col piede giusto con un piano industriale per crescere, non per mantenere i livelli di partenza” ha sottolineato il ministro che sulla possibilità di partire anche senza l’ok di Bruxelles, ha frenato: “sarebbe una scelta di ultima spiaggia. Come ha detto oggi il ministro Giorgetti nell’incontro con i sindacati, noi analizziamo il piano a e il piano b, ma crediamo che sia possibile arrivare a questo accordo in tempi brevi”.

Nel corso della manifestazione convocata dai sindacati questa mattina davanti al ministero, i lavoratori del settore hanno chiesto con forza di essere ricevuti in delegazione dal ministro per proporre un tavolo di confronto permanente con tutti i ministeri interessati per trovare una soluzione per Air Italy, il rilancio del settore, ma soprattutto Alitalia. Un dossier, quello del salvataggio e rilancio della compagnia di bandiera, che passa attraverso le condizioni poste della Ue per concedere nuovi aiuti di Stato ossia discontinuità su logo, ridimensionamento della flotta oltre alla rinuncia di diversi slot e alla necessità di procedere a nuovi bandi di gara. Un braccio di ferro che i sindacati non intendono mollare per scongiurare il rischio di quella che definiscono “una compagnia di bandiera bonsai e anonima”.

“Alitalia deve mantenere il suo logo, almeno 100 aerei di flotta oltre a tutti gli slot e deve essere in grado di volare entro l’estate” hanno infatti ribadito al tavolo con il ministro i rappresentanti sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Ugl trasporti. Ma la partita con la Ue si annuncia più complessa del previsto e l’esito non è più scontato. Ma non c’è solo Alitalia sul tavolo della crisi. I lavoratori di Air Italy hanno presidiato per tutta la mattina l’entrata del Mise chiedendo tra slogan, fumogeni e striscioni una soluzione per la compagnia in liquidazione e per scongiurare il rischio del licenziamento collettivo per 1350 dipendenti, in cassa integrazione fino al 30 giugno. “I liquidatori di Air Italy blocchino i licenziamenti già avviati e convochino un incontro per attivare la cassa integrazione guadagni causa covid, senza oneri per l’azienda”, hanno chiesto le segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto, in attesa del tavolo convocato da Giorgetti la prossima settimana per fare il punto della situazione, mentre in piazza i lavoratori della compagnia hanno esibito uno striscione: “Caro Draghi, dopo 58 anni, noi Air Italy non siamo più di famiglia?”. 

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