Sicilia, fanno il concorsone per chi deve trovare lavoro ai disoccupati ma va quasi deserto

Lettura 3 min

Il Tar di Palermo bacchetta la Regione Siciliana dopo il flop del “concorsone” dei centri per l’impiego. La Regione Siciliana dopo numerosi anni ha bandito un importante concorso per il potenziamento dei centri per l’impiego dell’isola, prevedendo l’assunzione di ben 537 unità di personale a tempo pieno e indeterminato.

Il bando di concorso, in particolare, ha previsto una prima preselezione dei candidati sulla base dei titoli posseduti, così come previsto dal legislatore nazionale. In esito a tale preselezione, è stato ammesso alla prova concorsuale un numero abbastanza esiguo di candidati. Successivamente, numerosi candidati ammessi alla prova scritta non l’hanno superata, ottenendo un punteggio inferiore al minimo previsto (pari a 21 punti).

Addirittura, sono rimasti non assegnati 267 posti. Una 48enne, residente ad Agrigento, esclusa a seguito dalla procedura preselettiva in ragione del punteggio conseguito per i titoli di studio, ha proposto, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia un ricorso davanti al Tar di Palermo. Il collegio difensivo ha sostenuto come la clausola del bando di concorso, che inibisce la valutazione di tutti i titoli legalmente riconosciuti dai candidati – quali abilitazioni professionali – si ponga in palese violazione con la disposizione prevista dall’articolo 10, D.L. 44/2021, che proprio in un’ottica del favor partecipationis prevede per l’appunto la “valutazione dei titoli legalmente riconosciuti”, includendo così anche le abilitazioni professionali.

Gli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, pertanto, hanno censurato l’illegittimità della scheda di valutazione (e del conseguente provvedimento di esclusione) della loro assistita per non avere – l’amministrazione – valutato tutti i titoli presentati della candidata (e in particolare l’abilitazione professionale), che le avrebbero consentito di ottenere un punteggio utile per l’ammissione alla successiva fase concorsuale.

Il Presidente del Tar Sicilia – Palermo, sezione II, accogliendo la richiesta di sospensione presentata di due legali ha ammesso con riserva la candidata a sostenere le prove scritte del concorso pubblico per il potenziamento dei centri per l’impiego. La concorrente ha, pertanto, partecipato con riserva alla prova. Il Tar di Palermo, in sede collegiale, ha condiviso il Decreto Presidenziale e, con apposita ordinanza ha confermato l’ammissione della ricorrente alla prova scritta. La candidata, peraltro, ha contestato, con appositi motivi aggiunti in corso di notifica, anche il punteggio assegnato alla prova scritta, rilevando come numerosi quesiti fossero ambigui o, comunque, non correttamente formulati. Il Tar, pertanto, nei prossimi giorni, si pronuncerà sulle nuove richieste della ricorrente volte alla rideterminazione del punteggio ottenuto in esito alla prova scritta, cui era stata ammessa con riserva.

Servizio Precedente

Davvero la castità è un tabù?

Prossimo Servizio

LA PADANIA C'E' - HYDROGEN VALLEY: PIEMONTE IN PRIMA FILA

Ultime notizie su Cronaca