Il Corriere minacciato di querela da Salvini replica: “Lega al 3% in Campania? Al Sud è uno stillicidio di abbandoni”

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di Cassandra – Giusto ieri era arrivato l’annuncio di querela al Corrierone da parte del segretario della Campania, onorevole Nicola Molteni da Cantù. L’accusa? Aver pubblicato, secondo la Lega, un sondaggio non veritiero che la dava al 3,3% in Campania.

Ecco cosa scrive Marco Cremonesi sulle pagine del quotidiano elencando nel dettaglio le crepe della corsa al Sud del Capitano.

Già il titolo esprime le perplessità sulla corsa trionfante:
“La difficile impresa della Lega al Sud. Corre solo in un Comune su dieci
Dalla Puglia alla Campania, tanti gli addii tra consiglieri e sindaci”

“La Lega resta Nord. O almeno, il rischio è alto. Il progetto strategico di Matteo Salvini, quello di trasformare la Lega in partito nazionale, potrebbe subire una seria battuta d’arresto con la prossima tornata di regionali e amministrative”, attacca Cremonesi.

E spiega che “al Sud le liste leghiste sono pochine: sulle 376 città che andranno al voto nelle 8 regioni del Centrosud, Alberto da Giussano comparirà soltanto in 36 comuni. E in alcuni casi, ci sarà soltanto perché una parte del centrodestra ha rifiutato l’alleanza”.

E inizia con l’elencare gli addii alla Lega nazionale. “A Bari l’ex capogruppo in Comune Michele Picaro oggi corre per le regionali con Fratelli d’Italia, dopo che 108 leghisti pugliesi avevano scritto a Salvini una dura lettera per lamentare la fine della costruzione di una «classe dirigente credibile, preparata ed autorevole»”.

E non è finita qui. Perché lasciano la Lega anche altri avamposti del profondo Sud: a Monopoli i consiglieri comunali Antonio Rotondo e Francesco Leggiero, e poi, rendiconta Cremonesi, “il segretario cittadino di Andria Benedetto Miscioscia, l’assessore di Ostuni Luca Cavallo con un consigliere comunale e due vicesegretari cittadini”.

E mentre si agita la querela contro i dati pubblicati da Pagnoncelli ieri, Cremonesi ricorda che “hanno lasciato due sindaci del casertano (Luciano Fatigati e Gabriele Piatto) e tutto il gruppo della lega sannita che con Nicola Santamaria è passato in blocco a FdI. Ma proprio in Campania, dove il sondaggio pubblicato ieri dal Corriereattribuisce alla Lega soltanto il 3,3% (alle europee dello scorso anno era il primo partito con il 19,2%), è vistosa la scarsa presenza della Lega dalla competizione per le amministrative. Il simbolo sarà infatti presente in soli sei comuni (su 85): Giugliano, Ariano Irpino, San Nicola la Strada, Pagani, Angri e Cava de’ Tirreni (dove Matteo Salvini di recente è stato duramente contestato)”.

E’ finita? Neanche tanto. Perché la Calabria non ride. Se altri sono passati a Fratelli d’Italia, il travaso ha invece toccato il primo consigliere provinciale leghista a Catanzaro, Azzarito Cannella, passato a Forza Italia.

Altro abbandono ad Agrigento, sbarcando sull’isola, per il commissario cittadino Francesco Di Mare e la consigliera comunale Nuccia Palermo, “mentre a Siculiana i salviniani sono stati abbandonati dalla vicesindaco Domenica Galletto”.

Che sia solo l’inizio della fine di un sogno di espansione?

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