Nuovo Parlamento. Openpolis: “Nella Lega il maggior numero di rieletti con più alto numero di assenze in aula”. Saranno stati impegnati in altro

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La Fondazione Openpolis propone un dossier con nuovi dati sul Parlamento appena insediato. Ecco i numeri proposti.

Una premessa.

“Nell’analizzare questi dati è sempre importante tenere presente che molti tra i parlamentari con un basso livello di partecipazione ai lavori delle camere hanno avuto un ruolo in uno dei tre governi che si sono succeduti nell’ambito della XVIII legislatura. Altri invece, pur non facendo parte dell’esecutivo ricoprivano incarichi di vertice all’interno del loro partito.

In questi casi è difficile, se non scorretto, parlare di assenteismo. Tuttavia, con i parlamentari ridotti a 600 la mancata partecipazione ai lavori, giustificabile o meno che sia, può presentare aspetti problematici per il funzionamento delle camere. Valutare come si sono comportati i parlamentari uscenti può fornire indicazioni utili in questo senso”.

“Come abbiamo già raccontato nella nostra guida alle elezioni, la gran parte dei parlamentari uscenti è stata ricandidata dalle varie forze politiche. Di questi 619 deputati e senatori, circa la metà è stata confermata e contribuirà a comporre le camere della XIX legislatura”, si legge.

Spiega meglio Openpolis che “Per valutare l’effettiva presenza in aula di deputati e senatori è possibile conteggiare la partecipazione ad ogni singola sessione di voto (purché avvenga in modalità elettronica). Ciò perché all’interno di una seduta si possono svolgere anche più votazioni e non è detto che un parlamentare partecipi dall’inizio alla fine.

Per analizzare compiutamente questi dati tuttavia è importante tenere presente due elementi. Il primo riguarda il fatto che i regolamenti di camera e senato non prevedono la registrazione del motivo di un’assenza al voto. Non è quindi possibile distinguere l’assenza ingiustificata da quella, ad esempio, per ragioni di salute. Inoltre è importante fare una distinzione tra assenze tout court e missioni. Rientrano in questa seconda tipologia tutte le mancate partecipazioni attribuibili ad impegni istituzionali (come ad esempio le assenze dovute a incarichi di governo). Per questi motivi ci concentreremo sulla percentuale di presenze piuttosto che su assenze e missioni. Pur con i limiti che questo indicatore comporta”.

Spiega ancora la fondazione che “Tra i 302 parlamentari “rieletti” il livello di partecipazione alle sedute delle camere è molto eterogeneo. Si passa infatti da esponenti con un’altissima percentuale di presenze a chi invece in parlamento non c’è quasi mai andato. Considerando complessivamente entrambe le camere, possiamo osservare che la maggior parte degli esponenti confermati (162) ha una percentuale di presenze in aula compresa tra il 75,1% e il 100%. C’è una quota consistente di rieletti però che nella legislatura precedente ha fatto registrare una quota di partecipazione inferiore al 50%”.

A titolo di statistica, “Tra questi, 15 hanno una percentuale di presenze inferiore al 25%. La Lega è la forza politica che ha rieletto il maggior numero di parlamentari (9) con un tasso di partecipazione compreso tra lo 0% e il 25% durante la scorsa legislatura. Il Carroccio d’altra parte ha anche rieletto il maggior numero di parlamentari che rientrano nella più alta fascia di partecipazione (38). Valori simili però anche per Fratelli d’Italia (36) e Movimento 5 stelle (34). Il Partito democratico è invece quello che ne ha eletti di più (13) nella fascia 25,1%-50%”.

“I dati relativi alle presenze possono essere ricavati dalla partecipazione alle votazioni elettroniche. I parlamentari possono infatti risultare, per ogni singola votazione: presenti, assenti o in missione (quando non partecipano al voto perché occupati in compiti istituzionali). Non sono presenti i dati sul gruppo misto del senato perché nessuno dei suoi componenti (fatta eccezione per tre senatori a vita) faceva già parte di palazzo Madama nella XVIII legislatura. Rispetto ai primi capitoli di questo esercizio sono variati i numeri del gruppo misto alla camera e sono nati due nuovi gruppi “Alleanza Verdi-Sinistra” e “Noi moderati”.

Per approfondire: https://www.openpolis.it/esercizi/presenze-e-cambi-di-gruppo-dei-parlamentari-rieletti/

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