La lettera – Obiettivo Macroregione Padana

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Il terremoto dei numeri del dopo elezioni presenta per il mondo dell’autonomismo spunti di riflessione e spazi politico elettorali interessanti. Non credo importante continuare con l’analisi degli errori della Salvini premier. Capitolo chiuso. Problemi di capitan mohito. Importante piuttosto saper cogliere il disagio di quel popolo che in minima parte ha votato i fratelli, e che di massima si è astenuto. Qui però è fondamentale saper comprendere, e interpretare, non fare errori. Giancarlo Pagliarini in una recente intervista televisiva ha parlato di due cose. Primo,  ritorno alle origini, alle ragioni profonde per cui è nata la lega, sindacato del Nord, secondo federalismo spinto. Nocciolo della questione, riprendere e rilanciare la Padania, in modo serio e responsabile,   riscoprendo e diffondendo il concetto identitario dell’  “idem sentire” e della comunanza di interessi del Popolo Padano.

Come? Qui si innesta il discorso politico istituzionale. L’autonomia regionale cosi come prevista dalla legge quadro (che verosimilmente sarà svuotata di significato dal parlamento) non basta e non serve. E’ necessario riprendere semplicemente il dettato costituzionale art. 132 fusione tra regioni.  Per costruire qualcosa di serio, si deve partire dai territori e  restare sul territori, quindi niente vacanze romane. Niente voli pindarici secessionisti. Unico obiettivo  Macroregione Padana,  massa critica in grado di dialogare con Roma alla pari.  Una realtà territoriale non difficile da costruire se perseguita con serietà e determinazione, una politica facile da spiegare all’elettorato del Nord bisognoso di novità e di riforme. L’astensione e la fuga in avanti verso i fratelli hanno un solo significato: mancanza di alternative credibili. Alternative che dopo 30 anni di proclami e inconcludenze devono essere costruite con urgenza.

GRANDE NORD FERRARA  Raffaele Piccoli

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