La super promessa impossibile del 15% di tasse per tutti

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di Sergio Bianchini – Quando ho sentito la Meloni dire che bisogna fare un programma con promesse realizzabili ho tirato un sospiro di sollievo. Poi ho considerato le dichiarazioni di Salvini e Berlusconi sulle tasse e la realtà attuale delle aliquote.

Non sono in grado di calcolare l’aliquota unica che da sola garantirebbe la stabilità delle entrate tributarie che si aggirano sui 500 miliardi annui pari a circa un quinto del PIL. Considerando però IRPEF e IVA ci sono alcune considerazioni quantitative immediate.

L’IVA è in generale al 22% con riduzioni ( al 4 /5/10 per cento) su alcuni generi come gli alimentari.

Le aliquote IRPEF, in vigore dal 2022, sono le seguenti:

1) da 0 a 15.000,00 euro: 23%;

2) da 15.00,01 a 28.000,00 euro: 25%;

3) da 28.000,01 a 50.000,00 euro: 35%;

4) da 50.000,01 euro in poi: 43%

I dati del MEF mostrano che nel 2020 a dichiarare

tra 0 e 15.000 euro sono 17,2 milioni di contribuenti,

tra 15.000 e 29.000 euro 14,5 milioni,

tra 29.000 e 55.000 euro 6,9 milioni,

tra 55.000 e 100.000 euro sono 1,4 milioni,

tra 100.000 e 300.000 euro 461 mila e sopra i 300.000 euro 41mila. 

La gran massa delle entrate IRPEF si sviluppa tra l’aliquota del 23 e quella del 35 per cento.

Sulle tasse Salvini continua a parlare della tassa unica al 15% mentre Berlusconi parla del 23%, Questa differenza è già enorme e smentisce da sola la serietà e la credibilità di entrambe le promesse.

Ma quella del 23% ha almeno un minimo di vicinanza alle aliquote vigenti anche se a mio parere anch’essa è irrealizzabile. O meglio, irrealizzabile “da subito” da parte del nuovo governo che sembra verrà.

Infatti la riforma fiscale, se fatta immediatamente, deve mantenere pressappoco il volume totale delle entrate fiscali abituali per garantire le spese correnti dello stato. Solo in seguito, dopo l’avverarsi delle ipotesi ottimistiche su un rapido sviluppo economico ben guidato e con l’abbattimento di sprechi e di regalie costose e inutili, potrà vedere riduzioni più o meno rapide delle aliquote.

Massimiliano Romeo interrogato in TV sul tema del 15% ha detto che non sarà una misura immediata ma non ha specificato le ipotesi temporali. Anzi, ha detto che in effetti la grande forza dell’innovazione consiste principalmente nel riordino e nella semplificazione del sistema fiscale. Una bella marcia indietro carica di prudenza e di dubbi.

A mio parere Romeo ha di fatto ammesso che la tassa unica al 15% non sarà realizzata nemmeno in eventuali 5 anni di governo. La cosa non mi delude né stupisce perché si tratta palesemente di una promessa demagogica. Demagogica e anche inutile perché la gente non crede più alle promesse dei politici “regalatori” e si limita ormai a mettere alla prova la loro consunta credibilità.

Speriamo dunque che nei programmi si applichi davvero il principio delle promesse realizzabili e mantenute in tempi non biblici cioè in due-tre anni. Altrimenti alle elezioni successive i non votanti cresceranno ancora.

Foto di Julius Drost

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