Calenda verso accordo con Renzi. Poi: Andrò al Nord, dove la gente non vuol più sentir parlare di Lega

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 Il leader di Azione osserva infine che “Enrico e’ una persona perbene, non puo’ dire che non lo avessi avvisato. A lui, come a Bonino e Della Vedova, avevo spiegato che non me la sentivo di andare avanti in quelle condizioni. Letta ha pensato di tenere dentro capra e cavoli, credendo che +Europa mi avrebbe tenuto buono e che io non avrei avuto il coraggio di rischiare sulla questione delle firme”. Meloni sembra avere la strada spianata per la vittoria: “Non credo proprio, non c’e’ niente di scritto, proprio perche’ c’e’ un ampio mondo moderato che non vuole votare a destra o a sinistra e aspetta una proposta alternativa di buonsenso. Meloni va battuta sul terreno del proporzionale, al Senato. Io mi candidero’ li’ e andro’ in Veneto, dove ho preso un ‘fracco’ di voti alle Europee, andro’ in Lombardia, nelle valli dove votavano la Lega e ora la gente non li vuole piu’ sentire”, ha concluso Calenda.

l leader di Azione, Carlo Calenda, in una intervista a “La Stampa” spiega che il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, “puo’ sostenere che io abbia sbagliato, ma non puo’ dire che non lo avessi avvisato: la scelta l’ha fatta lui”. Non vuole scommettere sul risultato elettorale, pur credendo di superare il 10 per cento, ma spiega di puntare a “un’operazione simile a quella di Roma, dove ci davano al 6 per cento e abbiamo preso il 20 per cento”. Poi lancia la sfida alla destra, che “con il terzo polo in campo non vincera’, Meloni va fermata al proporzionale al Senato, e’ quella la battaglia”. Quindi un terzo polo ci sara’: “Io spero che nasca, ci sono tutte le premesse per farlo, perche’ con Italia Viva siamo vicini dal punto di vista programmatico. Poi c’e’ da accordarsi su come organizzare la campagna elettorale, su chi parlera’ per la coalizione, oltre ovviamente ai collegi. Stiamo lavorando, ma e’ pur sempre un incontro tra forze politiche che hanno fatto scelte diverse nel recente passato: loro sono stati al governo con il Movimento 5 stelle, noi no”. “La leadership – continua – e’ una delle questioni che dobbiamo definire con chiarezza, ma la comunicheremo solo se e quando chiuderemo l’accordo. Potrebbe anche essere una figura terza, magari una donna”. Insomma, Calenda sta sereno… “Qua sereno non ci puo’ stare nessuno, ma si puo’ lavorare bene se e’ chiaro chi fa il leader, come era chiaro quando Renzi stava a palazzo Chigi”.

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