Consumi, che disastro. Tutti giù per terra. Intanto la politica parla di “responsabili”

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 Il 2021 si e’ aperto con segnali di peggioramento della situazione sanitaria e con il conseguente inasprimento e prolungamento, in molti Paesi, delle misure di contrasto alla pandemia. Nell’incertezza diventa un esercizio di speranza piu’ che di proiezione di tendenze ragionevolmente prevedibili, afferma Confcommercio. Pure immaginando una ripresa nella tarda primavera, assumendo vasta efficacia delle attuali campagne vaccinali, di fatto le restrizioni all’attivita’ produttiva si protrarranno ancora a lungo. L’esercizio di realismo cui si e’ obbligati porta a non escludere un mancato rimbalzo dell’economia nel 2021, deludendo le aspettative di un concreto recupero. In termini di consumi l’ICC segnala, anche a dicembre, un andamento fortemente negativo con una riduzione su base annua dell’11,1%, comunque migliore del -16,2% di novembre. L’anno si chiude con un -14,7%. Per i consumi la stima si conferma del -10,8%. 

Nell’indicatore di Confcommercio, infatti, si spiega, oltre all’assenza dei fitti figurativi, voce che si stima essere diminuita decisamente meno rispetto al resto e che rappresenta oltre il 14% della domanda, non sono rilevate dall’indicatore alcune spese perlopiu’ obbligate come l’acqua, lo smaltimento rifiuti, i servizi finanziari. Allo stesso tempo non sono computati alcuni servizi alla persona, il cui andamento e’ stato meno condizionato dalle restrizioni imposte dalla pandemia. Il quadro generale porta a una stima della variazione del pil per il mese di gennaio del -0,8% su dicembre, il quinto calo consecutivo, e del -10,7% sullo stesso mese del 2020. Per quanto riguarda invece l’andamento tra il mese di novembre e dicembre, secondo Confcommercio la riduzione della perdita tendenziale deriva esclusivamente dalla componente relativa ai beni, per i quali la variazione sull’anno e’ stata del -0,6%. Per molti servizi di mercato, anche in considerazione dell’inasprimento delle misure nell’importante periodo delle festivita’ natalizie, la caduta ha ampiamente superato il 50% nel preconsuntivo di fine 2020.

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