Tra spigole e salmoni ecco la nuova Italia

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di Luigi Basso – L’informazione italica è davvero una garanzia granitica: non sorprende mai, mai un colpo di scena, una eccezione, un minimo di fantasia.
Anche al G20 di Roma del 2021, come in tante altre circostanze simili, sono andati in stampa i soliti reportage triti e ritriti sui menù elargiti alle foltissime delegazioni straniere, sugli aperitivi preferiti da leaders e consorti, sugli shopping nei negozi chic della Capitale, sugli abiti dei protagonisti.
Articoli sempre uguali: cambia solo la data.


Tra calici di Franciacorta, bicchieri di Sauvignon, creme al mandarino, salmone marinato con spezie e polvere di olive, spigole con verdure super bio, nessun cronista riporta il contenuto degli incontri bilaterali riservatissimi.
Della fuffa sul clima e sullo stato eccitante del PIL italico – più drogato (dalle emissioni di debito del Tesoro e dall’inflazione mascherata) di un cantante punk anni ’70 – non vale neanche la pena discutere.
Ciò che invece sembra emergere dalle immagini e foto del G20 di Roma è il fatto che sull’ assetto italiano potrebbe essersi raggiunto un sostanziale accordo tra le grandi potenze, non si sa quanto duraturo, per quella che era la vera novità in discussione: il ruolo di Parigi in Italia.


In effetti era chiaro dall’assenza di Putin che il G20 di Roma non interessasse alla Russia, che ha ormai rinunciato ad ogni ingerenza nelle questioni della Penisola ed ha lasciato l’osso alla Cina (Xi è rimasto a Pechino a curare dossier più importanti di quello romano, vedi Taiwan): il ruolo commerciale e la presenza cinese in Italia sono ormai irreversibili e destinati col tempo ad aumentare.
Del resto, i cinesi sono pazienti e puntuali esattori.


Agli Yankees interessano da tempo solo le basi militari situate in Italia: per il resto, pacche sulle spalle, complimenti, sorrisi, strette di mano e nulla di più.
I tempi del Piano Marshall non ritorneranno mai più: persino i Repubblicani, tradizionalmente filo Romani, hanno lasciato l’Italia al suo destino, come provato dal tentativo di Bannon, mandato nel BelPaese a far casino, ma sine pecunia.
La Prussia, cioè la Germania, ha da tempo in Trieste lo sbocco al Mare Mediterraneo tanto sognato per secoli ed esercita ormai de facto la sua influenza su buona parte del Nord Est, che è diventato parte dell’indotto industriale alemanno.


Ergo: per ora non si rileva alcun interesse teutonico a modifiche dello status quo, almeno fino a quando non si tornerà a parlare di Fiscal Compact.
In realtà il G20 di Roma serviva solo a Parigi, che ha portato a casa, sembra, il risultato sperato.
Il via libera internazionale alla firma del Trattato del Quirinale, che sancira’ il ruolo francese come Garante Politico della Penisola su tutta una serie di dossier, da quello energetico a quello militare, passando per il destino del Nord Ovest della Penisola che, come ha detto poche settimane fa Zemmour alla tv d’oltralpe, avrebbe dovuto essere francese da secoli.
In cambio, Parigi cercherà di intercedere presso Berlino patrocinando le richieste del cliente italico che vive attaccato alle flebo pietose dell’UE e della BCE.

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