Quel separatismo filofrancese valdostano “istruito” da De Gaulle

23 Novembre 2020
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di Roberto Gremmo – Alla fine dell’ultima guerra gli abili agenti di De Gaulle seppero strumentalizzare  il forte sentimento identitaria valdostano per trasformarlo in separatismo filofrancese.

Non lasciano dubbi a questo proposito, i numerosi documenti finora inediti che abbiamo utilizzato per il libro “Padania separatista” da poco edito dalla Associazione Gilberto Oneto presieduta da Daniela Piolini.   Assassinato dai fascisti il notaio Emile Chanoux, un cattolico che si batteva per una Valle d’Aosta cantone federale fra Svizzera ed Italia, il campo politico valligiano divenne una sgombra prateria per le scorribande degli emissari francesi che cercarono con ogni mezzo di trasformare la legittima ostilità al centralismo di Roma in azione concreta per annettere le Alpi alla “Grande Patrie”.

Quando poi le truppe francesi occuparono la Valle, le manovre annessioniste divennero più intense e non cessarono nemmeno quando gli accordi internazionali stabilirono che Aosta e le sue valli dovevano restare italiane, premiate con la nascita della Regione autonoma, grazie ad un generoso decreto di Umberto di Savoia.

In questi giochi occulti delle ombre, spuntarono come abili doppiogiochisti alcuni politicanti valdostani i cui nomi vengono rivelati nel libro, senza riguardi per nessuno.V’è da prevedere che il conformista ‘milieu’ culturale valdostano terrà, al solito, la bocca cucita.

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