Strage Bologna, Fico: Rendere pubblici i documenti, inammissibile verità ancora parziale

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“Il ricordo di quel terribile 2 agosto 1980, in cui un micidiale ordigno squarciò la stazione uccidendo 85 persone e ferendone oltre 200, resta ancora oggi una dolorosa ferita per tutto il Paese. Lo è soprattutto perché, a distanza di quarantuno anni, non abbiamo ancora una piena verità sulla strage”. Così il presidente della Camera dei deputati, Roberto FICO, ha inviato il seguente messaggio a Virginio Merola, Sindaco di Bologna e Presidente del Comitato di solidarietà alle vittime delle stragi e a Paolo Bolognesi, Presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage alla Stazione di Bologna 2 Agosto 1980, in occasione del 41° anniversario della strage di Bologna. Per FICO “ciò è inaccettabile per le vittime e per le tante famiglie, segnate dal dolore e dal senso di frustrazione e di impotenza, ed è inaccettabile per uno Stato di diritto, fondato su principi di trasparenza, coesione sociale, giustizia e democrazia”. “Quel tragico evento, compiuto con la scellerata regia di complicità diffuse, di tentativi di depistaggi e di dinamiche occulte, ha creato un cono d’ombra nel nostro sistema democratico – sottolinea la terza carica dello Stato – che una complessa vicenda processuale ed un lavoro parlamentare d’inchiesta hanno tentato di dissipare, fermo restando il permanere di molti punti interrogativi capaci di alimentare, ancora oggi, una memoria spesso controversa. Proprio in questi mesi si sta svolgendo un procedimento giudiziario che, di certo, può contribuire a ricomporre le tante tessere di un puzzle ancora difficile da decifrare in tutta la sua complessità”. 

“Penso – si legge nel messaggio – sia importante ribadire come il rispetto per le vittime di quella strage e per le loro famiglie imponga non un racconto parziale, ma una verità inequivocabile e senza ombre, una narrazione che faccia comprendere, soprattutto ai più giovani che non hanno vissuto gli anni di piombo, quanto siano corrosive e temibili le radici di odio e di intolleranza insite in ogni forma di estremismo ideologico”, dice ancora il presidente di Montecitorio.

È soprattutto questo il senso della vasta opera di desecretazione e pubblicazione, in un apposito Portale, degli atti formati o acquisiti dalle commissioni parlamentari di inchiesta, che la Camera dei deputati sta portando avanti, proprio per contribuire a dare le risposte alle troppe domande ancora insolute. Un impegno al quale deve accompagnarsi anche un costante monitoraggio dell’attuazione delle direttive adottate dai Presidenti del Consiglio dei ministri pro-tempore al fine di rendere pubblici i documenti relativi ad alcuni tragici eventi degli anni di piombo”. “Credo sia doveroso su questo non deludere le aspettative dei cittadini e procedere con una maggiore dose di coraggio e di coerenza nell’applicazione della Direttiva dell’aprile del 2014 sulla declassificazione ed il versamento straordinario di documenti all’Archivio centrale dello Stato, proprio con lo scopo di mettere a disposizione tutti i documenti necessari per fare piena luce su queste vicende. Occorre poi valutare con attenzione l’opportunità di riformulare, alla luce dei rilievi delle associazioni dei familiari delle vittime delle stragi, la Direttiva in questione in modo da realizzare la più ampia ed effettiva pubblicità dei documenti in questione. Non può esserci spazio per l’oblio e la mistificazione. Lo dobbiamo alla nostra democrazia”, conclude il testo inviato a Bologna.

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