Sei ultraottantenne, lombardo e vuoi anticipare il vaccino secondo le nuove regole? Chiuditi in casa, non ci sono dosi per i fragili

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di Stefania Piazzo – Quando hai quasi 82 anni, e pensi di avere non per privilegio ma per problemi legati all’età il diritto alla cura, hai sbagliato Regione. La Lombardia matrigna dell’efficienza principesca ha rimbalzato anche mia madre. Aveva prenotato (le avevo prenotato, non puoi pretendere che l’informatica sia scontata sui portali poco intuitivi della sanità o dei numeri verdi che ti rimbalzano su Marte, ndr), per tempo, con la regola dei 6 mesi, la sua dose di richiamo. Poi è arrivata la variante Omicron e le regole sono saltate. Per il richiamo 4 mesi. E mia madre a fine gennaio è già fuori di due mesi. Proviamo così ad anticipare.

Gli operatori del numero verde sono chiari: non dia disdetta, di doman non v’è certezza.

Allora chiamo l’amica infermiera che presta servizio in diversi hub pedemontani della zona. E suggerisce di presentarsi di persona.

Proviamo Lurate Caccivio, verso Como. La domanda è molto semplice: c’è posto anche riprenotando, prima del 31 gennaio, per mia madre ultraottantenne? La risposta è NO.

Ci dirigiamo allora sopra Busto Arsizio, Hub di Malpensa Fiere. Stessa domanda. Stessa risposta: non c’è posto per un’ultraottantenne. E poi si raccomandano: non dia disdetta, si tenga buona la prenotazione. Di domani non v’è certezza.

Tentiamo allora di spostarci più a Nord, sopra Porto Ceresio. A Brenno, su su dopo Arcisate. Stessa domanda, stessa risposta. “Non c’è posto. Oggi stiamo anticipando quelli dei primi di agosto, ripassi il 3 gennaio, con la copia della disdetta”. E’ una promessa o una speranza? La dose booster è un colpo di fortuna. Domani si riprende il tour, magari un hub in ospedale di dosi per ultraottantenni ne ha. Forse.

Ma la domanda è: possibile che tra hub a ciclo continuo e altri in sofferenza di dosi, non vi sia una riprogrammazione in tempo reale delle somministrazioni? Due anni di pandemia cos’hanno insegnato?

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