Piano pandemico e Oms: il giallo su chi ritirò il report. Sapevano già di seconda ondata

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  Nell’indagine della Procura di Bergamo sulla gestione dell’emergenza Covid, in particolare in Val Seriana, e sul mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale, non ci sono elementi per ritenere che il ministro della Salute Roberto Speranza intervenne per la rimozione dal sito web dell’Oms del report, redatto dal team di ricercatori della divisione europea dell’organizzazione, dal quale risultava l’inadeguatezza dell’Italia nel fronteggiare la pandemia. Lo hanno riferito all’ANSA fonti giudiziarie. Dagli atti d’inchiesta si evince solo che il ministro sapeva ed era irritato per la pubblicazione dello studio.

“Quella mail ci informava che era stato pubblicato quel report e ci riportava il dibattito dentro all’OMS. Quelle scelte sono tutte dell’OMS“. Così il ministro della Salute Roberto Speranza a ‘Mezz’ora in più’ interpellato su una mail inviata da Ranieri Guerra che sarà al centro della puntata di Report di domani. “Io ho piena fiducia nel lavoro della magistratura, che saprà ricostruire tutto: apparirà in maniera del tutto evidente la trasparenza e la piena lealtà delle istituzioni del nostro Paese, a partire dal ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità. Sono scelte dell’OMS – ha ribadito – quello che è emerso è che c’erano opinioni diverse all’interno dell’OMS ma non sono scelte che riguardano né il governo italiano né le istituzioni italiane, ed è bene chiarirlo”.

Ed ecco il messaggio mail.

“Ci sono gia’ segni di turbolenze istituzionali da parte italiana e risentimenti inutili per la procedura che si e’ deciso di seguire e la mancanza di informazioni e di preventiva consultazione, piu’ che sul contenuto stesso, che verra’ rivisto dal Ministro della Salute, apparentemente preso di sorpresa”. Lo scrisse il direttore aggiunto dell’Oms, Ranieri Guerra, in una mail inviata al ricercatore Francesco Zambon, autore del report sulla gestione italiana del Covid che venne pubblicato sul sito dell’Oms il 13 maggio e ritirato il giorno successivo. La mail e’ delle 9,31 del 14 maggio ed e’ agli atti dell’inchiesta della Procura di Bergamo.

“Il rapporto ritirato alle 12.46, poco dopo mi è stata tolta la possibilità di tornare online”. Così Francesco Zambon, tra i ricercatori dell’Oms, oggi dimissionario dopo lo scandalo del piano pandemico italiano, intervistato da Massimo Giletti a ‘Non è l’Arena’. 

 “Questo rapporto era indirizzato ad altri paesi fuori dell’Italia, alcuni elementi inclusi tuttavia avrebbero dato delle indicazioni per la seconda ondata.  L’Oms non dirà mai la verità sull’origine del virus, non ha potere investigativo”. Secondo il ricercatore “l’ipotesi di un errore di laboratorio a Wuhan, non è ancora esclusa”. 

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