Quota 100 e nucleare, la nuova bandiera di Salvini. “Draghi? Ci messaggiamo”

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“Draghi prima di questa esperienza di governo non l’avevo mai incontrato, ma devo dire che il rapporto è molto positivo. Ci sentiamo e ci messaggiamo spesso. E ci confrontiamo ogni volta che c’è un problema. Mi pare che le cose funzionino”. Lo afferma il segretario della Lega, Matteo SALVINI, che in un’intervista a “La Stampa” fa il punto dei rapporti con il governo e con gli occasionali alleati del Pd e M5s, sottolineando i temi per i quali la Lega raddoppierà il proprio impegno politico nei prossimi mesi. “Faccio un fioretto: di Letta e Conte – dice – non parlo più e smetto di rispondere agli insulti. Ma con Draghi troviamo spesso soluzioni comuni. Penso al no al Green Pass per i mezzi pubblici, ai tamponi rapidi e gratuiti, al risarcimento per danni eventualmente subiti dai vaccini e anche alle cartelle esattoriali. Persino sull’ora di ginnastica alle elementari fatta da laureati in scienze motorie, una versa svolta. E conto di trovare un alleato in Draghi anche sul nucleare. Siamo l’unico paese del G8 a non averlo”. Un altro argomento sul quale SALVINI spera in una convergenza con il premier è “sulla riforma del reddito di cittadinanza, che costa 8 miliardi e non funziona e su Quota 100”. Quota 100 è morta, ribatte il giornalista della “Stampa”. “Quota 100 è viva – obietta SALVINI – costa 400 milioni e io lavoro perché resti anche nel 2022″. Serve a fare debito e non porta lavoro nuovo. “Falso. Ne parlavo oggi con Colao. Pensi alla digitalizzazione della pubblica amministrazione: meglio avere un venticinquenne che sa tutto dei computer o un sessantatreenne stanco?”.

 Perché dice no al certificato allargato e all’obbligo di vaccino? “Perché le persone si convincono in modo diverso. Gli obblighi spingono alla fuga, i ragionamenti alle scelte giuste. Semplice” e aggiunge che l’obbligo del vaccino al personale delle Rsa “è giusto”. E’ giusto anche votare otto volte con la Meloni contro il governo? “Io – fa notare SALVINI – voto anche per il Pd e i 5 Stelle su cose che condivido. Ma perché non discutiamo del fatto che loro hanno votato per la coltivazione di cannabis in casa? Non mi pare che nel discorso sulla fiducia di Draghi si parlasse di canne”, conclude il segretario della Lega.

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