Abbattere liste d’attesa in farmacia? Cimest, scelta sbagliata

27 Maggio 2024
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“L’abbattimento delle liste di attesa in farmacia è una scelta sbagliata che non tutela il paziente: il farmacista non ha studiato medicina”. Così in una nota i vertici del Cimest (Coordinamento Intersindacale Medicina Specialistica di Territorio), il presidente Salvatore Calvaruso e icoordinatori Domenico Garbo e Salvatore Gibiino intervengono sulla bozza del decreto sulle liste d’attesa che prevede un coinvolgimento diretto della farmacie. “Da non crederci, un elettrocardiogramma si potrà andare a fare dal farmacista che tutto ha studiato tranne che medicina – rimarcano – È vero, farà un corso che gli insegnerà dove mettere gli elettrodi (ma non sa che secondo le patologie che lui sconosce questi elettrodi potranno essere messi in posti diversi, alcune volte al secondo spazio intercostale, altre al quarto, altre al contrario da sinistra verso destra o da destra verso sinistra). Poi si collegherà ad una cardiologia in Pakistan?, in India?, in Europa? che senza visitare il paziente relazionerà l’elettrocardiogramma, o l’holter Ecg o il monitoraggio pressorio, o anche una analisi del sangue, o una spirometria”. “Per i poco informati è come dire che per costruire un palazzo si comincia a costruire dal tetto. Proprio questo sta decretando il ministro della Salute che, udite udite, è anche un medico e professore universitario e rettore. Forse si dimentica – avvertono – che prima di un esame strumentale si deve valutare la storia clinica del paziente, chiedere quali malattie ha avuto, la familiarità, i luoghi di lavoro ecc.ecc. (anamnesi remota) e poi passare alla sintomatologia per cui richiede l’esame come per esempio se ha dolore al petto, come insorge questo dolore, quanto dura, dove si irradia (anamnesi prossima) e per ultimo eseguire l’esame strumentale, ma non sempre necessario”.

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