“Soldi europei non sono un regalo, ma un prestito. Solo 30 sono a fondo perduto”

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Giusto per non dimenticarlo. “Non è un regalo ma un prestito, e dunque dovremo metterci nelle condizioni non solo di restituirlo ma anche di creare tutto il valore possibile”.

Ci tiene a ribadirlo in una intervista a “Il Sole 24 Ore” Paolo Scaroni, deputy chairman di Rothschild Group: con i 209 miliardi in arrivo dall’Europa, l’Italia – ragiona il manager gia’ a capo di Enel ed Eni – è attesa una prova di sana e prudente gestione come quella che tocca a ogni impresa che vada in banca a chiedere un prestito. La chiave e’ sempre nei buoni investimenti. Perche’ se e’ solo cosi’ che un imprenditore puo’ garantirsi il miglior utilizzo possibile dei fondi ricevuti, altrettanto vale per un paese “mai come ora chiamato non solo a investire sul proprio futuro ma anche a rendersi piu’ attrattivo per gli investitori”. Il primo passo? Scaroni non ha dubbi: “Le infrastrutture. Perche’ qui non si sbaglia mai: nel breve periodo si creano posti di lavoro, nel lungo si rende il sistema piu’ efficiente e competitivo”. Il Governo ha messo a punto oltre 500 progetti. “Ho notato che si concentrano su filoni giustamente prioritari come l’istruzione, il lavoro, la decarbonizzazione: sono fronti su cui si doveva investire prima, figuriamoci adesso. Ma il problema secondo me e’ un altro. C’e’ un equivoco di fondo sulla natura di queste risorse: dei 209 miliardi che l’Italia ricevera’, solo 30 possono essere considerati a fondo perduto. Tutto il resto andra’ restituito, e per un Paese fortemente indebitato come il nostro non e’ un dettaglio: non possiamo permetterci di sprecare neanche un euro o sara’ un disastro”.

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