Ucraina, Farnesina richiama gli italiani

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Venti di guerra sull’Ucraina nel giorno in cui Stati Uniti e Russia intensificano le accuse reciproche di escalation e molti Paesi europei, Italia compresa, seguono gli americani invitando i propri connazionali a partire. Si e’ risolto in un nulla di fatto il tanto atteso colloquio telefonico tra il segretario di Stato Usa Antony Blinken e il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, mentre il governo ucraino invita i suoi cittadini a mantenere la calma.

Che la giornata non volgesse al bello si era capito fino dal primo mattino quando Blinken, in conferenza stampa dalle isole Fiji, ha esordito dicendo di continuare “a vedere segnali molto preoccupanti di un’escalation della Russia, come l’arrivo di nuove truppe al confine con l’Ucraina“.

A stretto giro l’annuncio di Mosca di ridurre il personale diplomatico a Kiev per timore di “possibili provocazioni” e l’accusa lanciata dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova: “Gli anglo-americani vogliono una guerra”. Poi l’affondo di Lavrov durante la telefonata con l’omologo americano. Gli Stati Uniti e l’Ue hanno “ignorato” le richieste della Russia sulla sicurezza, ha detto il ministro russo, secondo cui le affermazioni di Washington che Mosca vuole invadere l’Ucraina sono delle “provocazioni” e un modo di fare “propaganda” anti-russa.

A Kiev, intanto, una nota del ministero degli Esteri esortava i cittadini a “restare calmi, uniti all’interno del Paese, evitare azioni destabilizzanti e che creino il panico”. Poco dopo dopo era il premier Volodymyr Zelensky a intervenire, insistendo sul fatto che gli avvertimenti degli Stati Uniti su una possibile invasione russa dell’Ucraina “causano il panico”. Ore convulse durante le quali i diplomatici occidentali hanno cominciato a fare i bagagli. Dopo l’ordine di Washington a quasi tutto lo staff dell’ambasciata di lasciare subito il Paese, la Germania, seguita dall’Olanda e dalla Spagna, ha invitato i connazionali a partire. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha convocato una riunione di coordinamento all’Unita’ di Crisi della Farnesina, che ha invitato i connazionali a lasciare il Paese con tutti i mezzi commerciali disponibili. E’ stato deciso inoltre il rientro, d’intesa con le ambasciate dell’Unione Europea presenti nel Paese, del personale non essenziale dell’ambasciata d’Italia a Kiev, che comunque restera’ pienamente operativa. Il tutto in attesa della telefonata tra Joe Biden e Vladimir Putin fissata alle 17 ora italiana. Forse l’ultima speranza per evitare il conflitto.

Foto di Valery Tenevoy

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