DISASTRO FIRENZE – Subappalti, precarietà, morti sul lavoro. Quando la vita vale meno di un mattone. Dalla Lombardia i quattro operai stranieri deceduti

18 Febbraio 2024
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 Venivano dalla Lombardia i quattro operai di origine africana morti nel crollo del cantiere a Firenze: Mohamed El Ferhane, marocchino di 24 anni, era residente a Palazzolo sull’Oglio nel Bresciano, e nello stesso paese da alcune settimane vivevano a casa di amici, Bouzekri Rahimi, marocchino di 56 anni, e Mohamed Toukabri, tunisino di 54 anni. Un’altra vittima, Taofik Haidar, 45enne marocchino, viveva da 15 anni in Italia, da 8 a Palazzolo sull’Oglio mentre da due mesi si era trasferito a Chiuduno (Bergamo). Haidar lascia nel paese d’origine la moglie e due figli. Lo scorso anno aveva lavorato per un’azienda bresciana in un cantiere di via Da Vinci a Treviglio (Bergamo) ed era stato anche iscritto alla Fillea-Cgil di Bergamo fino al 21 novembre del 2023. Il titolare di una macelleria islamica di Palazzolo ha avviato una raccolta fondi per aiutare le famiglie delle vittime.

Ma si scava ancora a Firenze, sotto le macerie del crollo del cantiere: i vigili del fuoco stanno cercando il corpo dell’ultimo disperso, per il quale le speranze di trovarlo vivo si riducono di minuto in minuto. In piazza della Signoria, ieri è stato osservato un minuto di silenzio. Papa Francesco, in un telegramma inviato dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin all’Arcivescovo Metropolita di Firenze, Giuseppe Betori, auspica “un maggiore impegno di quanti hanno la responsabilità di tutelare” i lavoratori e, mentre ringrazia tutti coloro che si stanno operando nelle operazioni di soccorso, assicura la sua paterna preghiera e invia a tutti la benedizione apostolica in segno di vicinanza spirituale”. Saranno le indagini della Procura di Firenze, che già nel giorno del crollo ha aperto un fascicolo per omicidio plurimo colposo e crollo colposo, ad accertare cosa abbia determinato la strage nel cantiere dell’Esselunga. La dinamica non è ancora del tutto chiara, ma i “motivi” per cui la trave è crollata “possono essere dovuti: o la trave di cemento armato non era a regola d’arte oppure l’altro caso è che sia stata collocata in modo non perfetto”, spiega Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana che ha effettuato un sopralluogo, prima di recarsi all’ospedale Careggi dove si è accertato delle condizioni dei feriti: “Sono vigili”, ha riferito.

“Chi ha rimesso in piedi quelle norme nel nuovo codice ha compiuto un atto di irresponsabilità totale”. Lo spiega il segretario della Cgil Maurizio Landini in un’intervista a La Stampa dopo la tragedia sul lavoro di Firenze. “Quel che emerge con sicurezza è la perdita di valore del lavoro, per cui le lavoratrici e i lavoratori sono oggi vittime di un sistema non più sostenibile. Siamo di fronte a una violazione delle leggi sulla sicurezza, a ritmi massacranti, a un’età troppo elevata sui cantieri, precarietà altissima, scarsa formazione – prosegue -. Il subappalto a cascata deresponsabilizza i datori di lavoro, scarica tutti i rischi sui lavoratori. E invece, quel che noi chiediamo e che va fatto ora, subito, è una norma che dica : chi vince l’appalto è responsabile di tutta la filiera. Su tutto. A partire dalla sicurezza”. Landini precisa poi che la Cgil da tempo parla “di una patente a punti che premi quelle virtuose. Così come da tempo, troppo tempo, stiamo chiedendo che ci sia un potenziamento dei servizi dell’ispettorato del lavoro e di medicina del lavoro – aggiunge – L’anno scorso abbiamo presentato al governo una piattaforma per discutere di tutto questo, di come fare per fermare queste stragi inaccettabili, ma è rimasta lettera morta”.

In un’intervista a QN Landini lancia la mobilitazione dei lavoratori. “Un Paese in cui ogni giorno contiamo delle vittime dovrebbe interrogarsi e trattare vicende come questa come una delle principali emergenze. Per queste ragioni la Cgil e la Uil, insieme alle categorie degli edili e dei metalmeccanici, hanno dichiarato per mercoledì 21 febbraio due ore di sciopero nazionale – concludono – , mentre tutte le altre categorie programmeranno nella stessa giornata iniziative di mobilitazione e assemblee nei luoghi di lavoro in tutta Italia”. 

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