IL PAESE REALE – 42 ANNI PER RISARCIRE UN CASO DI SANGUE INFETTO. MINISTERO SALUTE CONTINUAVA A OPPORSI

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Un pensionato napoletano risarcito per una trasfusione con sangue infetto nel 1979 al San Camillo di Roma. Lo Stato dovra’ pagare 350mila euro a un uomo di Torre del Greco per una vicenda di sanita’ di 42 anni fa. A stabilirlo e’ stata la VIII sezione del Tar Campania che, con sentenza del 31 gennaio scorso, ha obbligato il Ministero della Salute al risarcimento. L’uomo era stato infatti emotrasfuso dopo un intervento chirurgico di protesi aortica, e, per effetto di quella trasfusione, contrasse l’infezione da Hcv epatite virale di tipo C. La commissione medica del Ministero della Salute, dopo l’istanza presentata nel 2006, ha accertato il nesso di causalita’ tra le trasfusioni praticate e l’epatopatia da virus C.

L’avvocato Maurizio Albachiara aveva avuto l’incarico di accertare in sede giudiziaria la condotta omissiva del Ministero della Salute sulle sacche di sangue destinate alla trasfusione e per la richiesta dei danni subiti. Il Tribunale di Napoli nel 2014 ha condannato il Ministero al pagamento della somma, oltre interessi e rivalutazione a favore del pensionato, ma a giugno dell’anno seguente il dicastero si era opposto; il 16 giugno 2019 la sezione IV della Corte di Appello di Napoli ha ancora una volta dato ragione al pensionata. Dopo 3 anni un giudice amministrativo ha nominato un commissario ad acta che provveda a mettere in esecuzione la sentenza.

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