MALCONTENTO VENETO – Esplode la protesta contro via Bellerio e i colonnelli di Salvini. Marcato e Forcolin voci del dissenso. E Mura in Lombardia alza il tiro. E’ solo l’inizio?

di Stefania Piazzo – Mentre a Milano campeggia la nuova pubblicità elettorale di Salvini, un gigantesco “Credo” che vuole evocare la fede verso la politica di Salvini su immigrazione, sicurezza e altri baluardi della campagna pre voto, in Veneto credono molto poco al successo del 25 settembre. In due interviste, Roberto Marcato prima giovedì scorso sul Corriere del Veneto e Marco Forcolin sabato preferragostano poi su La Nuova Venezia, esprimono l’amarezza per l’esclusione delle sezioni (quelle che ancora ci sono), il territorio e i loro rispettivi segretari, nella scelta delle donne e degli uomini per le elezioni politiche.

Contestano l’autonomia mancata, il governo con i 5Stelle (e reddito di cittadinanza al seguito), rinfacciano la discesa al Sud che ha voltato nel contempo le spalle all’elettorato tradizionale del Nord (che oggi vota Meloni, come dimostrato dalle ultime amministrative, affermando l’ascesa del consenso sino a farne in alcuni territori il primo partito). Mettono in forse che la base, sia quella dell’elettore qualunque come dell’articolato mondo delle imprese venete, abbia ancora voglia di votare la Lega di Salvini. Le ultime batoste alle comunali dicono molto, non vederlo e tirare dritto, proprio e soprattutto nella formulazione delle prossime liste elettorali, mentre sul territorio, denunciano Marcato e Forcolin, piovono espulsioni, insomma, non è cosa che passa inosservata ostendando sicurezza come nulla fosse accaduto.

Il sorpasso del partito “Dio patria e famiglia” a Marcato non va proprio giù.

Ma nessuna riflessione pare essere all’orizzonte. Anzi. L’onorevole Igor Iezzi da Milano esalta le doti curative e propedeutiche del successo elettorale col manifesto “Credo”. D’altra parte è il commissario della Lega Nord (per l’indipendenza della Padania’).

Gianluca Forcolin, già consigliere regionale veneto di lungo corso, denuncia pesi e misure diverse nella scelta dei candidati. Condannati come in una seconda notte delle scope, parla di amministratori contestati per fatti (alcuni rientrati e ridimensionati) ed esclusi senza se e senza ma accompagnati senza preavviso alla porta. Prende le difese di Caner per una storia di contributi non versati ma poi risolta a quanto pare. Una macchina del fango, racconta in una intervista, che serve a non far parlare delle magagne vere e proprie, e cioè la disaffezione e la perplessità crescente dell’impresa verso la linea di condotta della Lega romana e, di riflesso, di quella romanoveneta, che si starebbe riprendendo la scena per le prossime politiche.

Di certo tra citofonate, papeeti, mattarellate, corse al sud, ponti sugli stretti, no euro sì euro, Roma Capitale autonomia in una settimana contro le due promesse nel 2018 per dare riscontro al referendum, l’elettorato storico leghista è perplesso. Se poi ci metti il tonfo alle comunali a Padova, Jesolo, Verona… puoi dare torto ai Marcato o ai Caner o ai Forcolin che danno l’allerta? O basta “Credo”… obbedisco e combatto?

Ma se il Veneto non ride, non tace anche la Lombardia. Ad avere il coraggio di parlare e alzare la voce è Roberto Mura, ex senatore e consigliere regionale. In una intervista esprime anche lui l’amarezza verso il corso dei vertici salviniani nella gestione dei territori. Quello pavese in particolare, terra dell’europarlamentare Angelo Ciocca e dello stesso Mura.

Sono vissuti come “corpi estranei” da alcuni dirigenti. L’attacco garbato verso il senatore Centinaio da parte del consigliere regionale, associato molto attivo del movimento “Autonomia e libertà” (referente per la provincia di Pavia) fondato da Roberto Castelli, esprime il disagio di molti verso un “esproprio” di sezioni e segreterie senza tenere conto della reale rappresentanza. Come in Veneto, sembra lo stesso copione. Smantella smantella… cosa resta?

Stefania Piazzo:

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Leggi tutto