L’arrivo del vaccino non scalda i social. Anzi

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Come è stato accolto l’annuncio dell’imminente arrivo del vaccino Pfizer?

La reazione è stata tutt’altro che entusiastica. Agi ha infatti registrato “un sentiment negativo dominante: il 78% delle emozioni ricavabili dall’analisi semantica dei contenuti sono disappunto, rabbia e paura, nettamente prevalenti sul 13% di gioia e ammirazione per la notizia annunciata dalla casa farmaceutica Pfizer”.

C’è perplessità sulla sicurezza, sull’efficacia e non è affatto piaciuta la notizia della vendita da parte del Ceo di Pfizer, Albert Bourla, del 62% dei titoli proprio nel giorno dell’annuncio del vaccino.

Sarà anche trading programmato, ma la coincidenza è stata infausta e non ha gettato discredito sul mondo dei vaccini. Per non parlare poi della decisione del governo di affidare anche questa partita, dopo quella delle mascherine, dei banchi a rotelle e dell’emergenza in generale, in capo allo stesso uomo, il supercommissario per l’emergenza. Domenico Arcuri.

Il virus ha creato una netta separazione tra palazzo e cittadini. Dall’incertezza dell’azione governativa ai lockdown a singhiozzo, dalle casse integrazioni ferme a maggio, dai ristori che si sono ridotti a piccole mance per chi ha chiuso. Insomma, due mondi, uno di garantiti, un altro in balia della scienza, delle prescrizioni e dei sacrifici dall’alto che non portano con sè soluzioni ma chiusure e fallimenti. La consapevolezza che anche il vaccino non sarà la svolta è percepibile. Pollice verso.

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