No Green pass, la mappa della protesta, sostenuta da Casa Pound

Decine gli striscioni affissi da CasaPound nelle principali citta’ italiane a sostegno dello sciopero dei portuali che da Trieste si sta estendendo a tutta Italia con il messaggio: “Dal 1954 porto, faro, orgoglio italiano. Tutta Italia come Trieste. #nogreenpass”. “Il Governo si e’ illuso di poter limitare i diritti dei lavoratori senza colpo ferire e ora ne paga le conseguenze – si legge in una nota diffusa dal movimento – Da Trieste lo sciopero dei portuali si sta diffondendo a macchia d’olio ad altri porti e soprattutto ad altri settori e non saranno certo patetiche concessioni a fermare la rabbia dei lavoratori italiani. Ci troviamo di fronte a una situazione completamente surreale: chiunque osi opporsi a provvedimenti palesemente inadeguati, viene additato come un nemico del popolo dagli stessi squallidi personaggi che fino a ieri si sono indignati per l’assalto alla sede della Cgil, cianciando di diritti dei lavoratori. Ci chiediamo con che faccia ora chiedono licenziamenti e multe per i lavoratori che protestano rivendicando un loro diritto. Il sostegno di CasaPound va ovviamente a chi in questi giorni mette a rischio la propria sicurezza economica e lavorativa per una battaglia, quella contro il Green pass, che e’ – conclude la nota – di tutti e per tutti: il nostro non e’ e non sara’ mai un popolo di manovrabili burattini”.

HITACHI REGGIO CALABRIA –  Anche alla Hitachi Rail di Reggio Calabria non tutti hanno rispettato le imposizioni del Governo Draghi sull’obbligo del Green pass. Poco lontano dall’ingresso dello stabilimento dove si lavora regolarmente, staziona, infatti, un piccolo gruppo di lavoratori che dissente con qualche collega che e’ presente per manifestare la propria solidarieta’. “E’ una vergogna – afferma uno di loro – non ci hanno fatto entrare al lavoro perche’ siamo privi di Green pass. Io non sono vaccinato – aggiunge – il Governo non puo’ decidere sulla vita di una persona, costringendola a farsi un vaccino contro la sua volonta’. Io voglio essere libero di decidere o meno se fare il vaccino. La vita e’ mia. Mi costringono, per avere la possibilita’ di continuare a lavorare, a fare il tampone. E’ una spesa di circa 15-18 euro, che dovro’ sostenere ogni 48 ore”. “Non e’ giusto. Io – sottolinea – non voglio fare il vaccino. E siamo in tanti in questa azienda, tra dipendenti ed indotto a trovarci in questa situazione. Siamo in 70-80 senza Green pass. Hitachi non centra nulla. Non e’ lei la nostra controparte: ha solo applicato le disposizioni del Governo. Potrei anche decidere di fare il vaccino, ma non devo essere costretto ad assumermi la responsabilita’ delle eventuali conseguenze che potrebbero derivarne. Ed e’ paradossale che un mio collega oggi, respinto dal posto di lavoro perche’ non vaccinato, possa recarsi in mattinata, senza problemi, a testimoniare in Tribunale, perche’ li’ l’unico controllo e’ quello della temperatura. E dove gli stessi avvocati, che vi si recano per lavoro, non hanno bisogno di nessun Green pass per entrare”. 

VATICANO TRANSENNATO – Transenne agli ingressi della zona intorno al Vaticano: questa mattina sono state alzate le protezioni intorno all’area che porta a Piazza San Pietro e alla basilica, in vista dei possibili disordini nella Capitale legati all’entrata in vigore del Green pass nei luoghi di lavoro e della manifestazione antifascista in programma domani a Roma. Alcune vie d’accesso sono state chiuse mentre altre sono transennate: e’ possibile dunque l’accesso attraverso questi varchi, dove sono presenti forze dell’ordine in misura rafforzata rispetto al normale, ma entrando pochi alla volta, non a grandi gruppi. Prima della pandemia misure di questo tipo venivano prese ogni volta che era previsto un grande afflusso di fedeli, dall’Angelus alle Messe in Piazza San Pietro con il Papa. Poi il lockdown e l’azzeramento dei turisti aveva lasciato controlli solo legati alla possibilita’ di circolare o meno. Da qualche mese sono invece tornati i turisti e i pellegrini ma non in misura tale da richiedere i transennamenti dell’area, come invece si vedono questa mattina. 

ANCONA – Un presidio di lavoratori ha manifestato questa mattina davanti all’ingresso della Fincantieri, al porto di Ancona. Dalle 5:30, inizio del primo turno, fino allo 8:30, una cinquantina tra operai di ditte in subappalto che lavorano all’interno del maxi cantiere navale e dipendenti diretti sono rimasti fuori senza entrare al lavoro perche’ contrari al Green pass, divenuto da oggi obbligatorio sui luoghi di lavoro. “Non e’ detto che tutti non avessero la certificazione – spiega Tiziano Beldomenico della Fiom Cgil -, qualcuno magari la aveva ma non e’ d’accordo con questo obbligo per lavorare e ha partecipato al presidio in solidarieta’ ai colleghi. Come sindacato ci siamo battuti e ci stiamo battendo per far avere ai lavoratori l’opportunita’ di fare tamponi a carico dell’azienda, con un presidio di farmacisti fuori dal cantiere e a prezzi convenzionati piu’ bassi ma da parte di Fincantieri non c’e’ apertura su questo”. Chi oggi non e’ entrato al lavoro rimarra’ senza stipendio. Nessun licenziamento, ma solo la sospensione dal lavoro per assenza ingiustificata. Gli operai hanno poi raggiunto via Mattei per partire in corteo e arrivare alla manifestazione in programma davanti alla Prefettura, in piazza del Papa. Se alla Fincantieri la proposta di allestire gazebo esterni per fare i tamponi a prezzo calmierato e’ stata bocciata e’ arrivata invece una apertura da parte dei cantieri Crn. “Ci hanno detto che dalla prossima settimana organizzeranno gazebo in uno spazio esterno – dice Beldomenico – per tamponi che delle farmacie delegate faranno sul posto al costo di 5 euro”. 

HITACHI PISTOIA – “Mi sono vaccinato a settembre, prima e seconda dose, ma non mi e’ arrivato il Green pass e per entrare al lavoro ho dovuto fare il tampone. Ora mi tocchera’ andare all’Asl a chiedere perche’ non mi e’ stato caricato il certificato che attesta l’avvenuta vaccinazione”. Cosi’ stamani un dipendente dell’Hitachi Rail di Pistoia. Per il resto, l’afflusso dei lavoratori e dei trasportatori nella principale fabbrica della citta’ e’ avvenuto senza problemi, anche se rimane il nodo dei non vaccinati. “Sono in tutto un centinaio i lavoratori non vaccinati, su un totale di 1.600 – riferisce Jury Citera, segretario Fim-Cisl Toscana Nord -. Per loro la legge ha dato tre possibilita’: il vaccino, il tampone, oppure l’aspettativa non retribuita”. “All’Hitachi e’ stata fatta una campagna vaccinale da parte dell’azienda nelle scorse settimane, che e’ andata molto bene – afferma Antonella Nannetti (Rsu) -. Sono state vaccinate oltre mille persone, quindi e’ stata una iniziativa ben riuscita e partecipata”. Oltre ai dipendenti diretti, l’Hitachi ha esteso gratuitamente la vaccinazione anche ai familiari e ai lavoratori dell’indotto che lavorano all’interno dello stabilimento e che hanno voluto aderire all’iniziativa. Il costo del tampone per chi non e’ vaccinato, invece, rimane a carico del lavoratore. “L’azienda ha detto fin dall’inizio che il tampone non l’avrebbe pagato – riprende Nannetti – e quindi chi e’ privo di vaccino deve per forza sostenere il costo del test. Nei giorni scorsi, nel corso di una riunione era stato chiesto all’azienda come si sarebbe posta di fronte a questo tema, e la risposta e’ stata che non avrebbe pagato il tampone. Del resto la legge su questo e’ dalla sua parte”.

GENOVA – Un gruppo di No Green pass del Coordinamento portuali Genova e’ andato al varco portuale di San Benigno con l’intento di bloccare l’ingresso dei camion. A varco Etiopia si sta esaurendo la coda dei tir: gli autisti tentano infatti l’ingresso da altri varchi prima che vengano bloccati. 

IMPERIA POMPIERI SENZA TAMPONI – Un gruppo di vigili del fuoco del comando provinciale di Imperia, ha organizzato un presidio, stamani, davanti alla propria caserma, non potendo entrare, perche’ sprovvisto di Green pass, a causa delle farmacie al collasso. “Non abbiamo avuto la possibilita’ di effettuare il tampone – spiega un vigile del fuoco – perche’ le farmacie sono al collasso e c’era da aspettarselo. Abbiamo cercato di prenotarlo anticipatamente, ma e’ stato impossibile. Sono abbastanza contrario al Green pass, perche’ e’ un permesso che serve per cose semplicissime, come accedere a un ristorante o a un luogo pubblico e, ancora peggio, per venire a lavorare”. Alle sue parole fanno eco quelle di un altro manifestante: “E’ inimmaginabile dover avere un lasciapassare per andare al lavoro, tanto piu’ che parliamo di un diritto sancito dalla Costituzione e da tutti gli ordinamenti. Come vigili del fuoco abbiamo sempre lavorato nella fase piu’ acuta della pandemia e all’inizio eravamo noi ad auto munirci di mascherine, perche’ l’amministrazione, che oggi non ci fa entrare, non le forniva. Abbiamo svolto turni massacranti, ma in quel momento andavamo bene come bestiame da macello. Non avevamo protezioni e anche nella nostra sede ci sono stati diversi contagi”. Prosegue: “Ci spiace, che in questa fase creeremo disagi ai cittadini e ai nostri colleghi che saranno costretti a turni massacranti di lavoro”. 

REGIONE LAZIO, BARILLARI E CUNIAL “OCCUPANO” UFFICI – “15 ottobre 2021, i libri di storia ricorderanno questa giornata come la GIORNATA DELLA VERGOGNA. Sono entrato nel mio ufficio senza greenpass e senza tampone”. Cosi’ su Facebook il consigliere regionale del Lazio Davide Barillari, che insieme alla deputata Sara Cunial da ieri sera ha “occupato” gli uffici della Regione. “Da questo momento aspetto le forze dell’ordine che mi dicano che non posso piu’ stare nel mio ufficio a lavorare – scrive Barillari – aspetto che le autorita’ di questo Stato, che dovrebbero difendere la Costituzione della Repubblica Italiana, mi vengano a prendere per farmi uscire con la forza. Io non opporro’ resistenza: il mio e’ un atto simbolico, politico, istituzionale, per svegliare le coscienze. Io rispetto la Costituzione Italiana”. 

AOSTA – “15 ottobre 2021, i libri di storia ricorderanno questa giornata come la GIORNATA DELLA VERGOGNA. Sono entrato nel mio ufficio senza greenpass e senza tampone”. Cosi’ su Facebook il consigliere regionale del Lazio Davide Barillari, che insieme alla deputata Sara Cunial da ieri sera ha “occupato” gli uffici della Regione. “Da questo momento aspetto le forze dell’ordine che mi dicano che non posso piu’ stare nel mio ufficio a lavorare – scrive Barillari – aspetto che le autorita’ di questo Stato, che dovrebbero difendere la Costituzione della Repubblica Italiana, mi vengano a prendere per farmi uscire con la forza. Io non opporro’ resistenza: il mio e’ un atto simbolico, politico, istituzionale, per svegliare le coscienze. Io rispetto la Costituzione Italiana”. 

SETTALA DHL – Una trentina di lavoratori aderenti al SI Cobas e’ in presidio davanti alla Dhl di Settala (Milano) in protesta contro la richiesta del green pass per poter lavorare. Per lo piu’ si tratta di lavoratori che hanno mansioni di facchinaggio. Attualmente vengono bloccati i camion in uscita dall’azienda. I lavoratori in protesta chiedono che i tamponi per entrare a lavorare, per chi non ha il green pass, siano a carico del datore di lavoro.

Foto di Waldemar Brandt

Stefania Piazzo:

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