Categorie: Economia

Bankitalia allarmata. Superbonus pesa come l’8% di Pil. In futuro solo tetti di spesa

 “I crediti maturati nel 2021 e nel 2022 sono ad oggi stimabili, sulla base di informazioni ufficiali, nell’ordine rispettivamente dell’1 e di quasi il 3% del prodotto. Sulla base di indicazioni riportate nel Def 2024, l’Istat il 5 aprile avrebbe stimato in via preliminare l’impatto per il 2023 in circa il 3,7% del Pil. A questi costi, complessivamente già pari a quasi l’8% del Pil, si aggiungeranno quelli derivanti dai crediti relativi al biennio 2024-25, il cui importante è di difficile valutazione allo stato attuale, dati anche l’incertezza sugli effetti delle recenti modifiche normative”. Lo scrive la Banca d’Italia nella memoria sul decreto superbonus depositata alla commissione Finanze del Senato. “La stima del governo sui crediti del Superbonus maturati nel 2023 è passata, ad esempio, da 0,7 punti percentuali del Pil del Def 2023 a 1,8 punti della Nadef 2023 ea 3,7 del Def 2024”, ricorda via Nazionale. 

 “In futuro, crediti d’imposta di entità potenzialmente rilevanti e con caratteristiche innovative dovrebbero essere accompagnati da tetti di spesa sia complessiva (come quelli stabilità dal DL 39 per le zone terremotate) sia per ciascun beneficiario”.

“Le aliquote non dovrebbero comunque mai avvicinarsi al 100 per cento. Inoltre, andrebbero predisposti, già nella fase di disegno delle misure, una esaustiva base informativa e un efficace meccanismo di monitoraggio dei costi in tempo reale. Infine, gli esiti del monitoraggio andrebbero resi pubblici con chiarezza e tempestività”, sottolinea la Banca d’Italia.

“Se il costo del Superbonus si è rivelato molto superiore alle tempistiche – secondo via Nazionale -, ciò è anche dovuto a significativi limiti nel disegno dell’intervento. La valutazione ex ante dei costi era particolarmente complessa sia per la natura automatica del beneficio sia per la difficoltà di stimare come la cedibilità avrebbe interagito con la generosissima aliquota di agevolazione Per di più, il livello eccezionale di quest’ultima (superiore al 100 per cento) ha annullato l’incentivo del contribuente a contenere i costi dell’investimento”.

Redazione

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