Treviso, 1 e 2 giugno. Il sindaco leghista proietta il tricolore sul Comune ex simbolo della rivoluzione padana. Altri tempi…

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di Stefania Piazzo – Una notizia nella notizia. Perché non passa inosservato che uno degli archetipi della rivoluzione leghista, da cui, verrebbe da dire, tutto o quasi è partito, come la conquista del Comune di Treviso roccaforte storica e simbolo di un cambiamento, diventi oggi nuovo paradigma di una rivoluzione inversa. Da territoriale, sindacato del Nord, la Lega è diventata partito nazionale. O nazionalista. Da indipendentista a sovranista. Da europeista ad antieuropeista (con recenti ripensamenti). Quindi nel solco del corso ormai consolidato delle inversioni con conversioni a U, con tanto di sdoppiamento del partito, da una parte la Lega Nord, dall’altra la Lega Salvini Premier, perché stupirsi se il sindaco leghista di Treviso “fa il suo dovere”?

Ettore Beggiato, giornalista e scrittore, ex assessore regionale, personalità culturale legata alla tradizione e alla tutela delle radici storiche del Veneto, sul proprio profilo facebook rilancia e commenta così:

Non ci sono più i leghisti di quegli anni o non ci sono più i leghisti, caro Ettore?

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