“Test frenati in Lombardia”? Nuovi sviluppi e testimoni scomodi per la Regione. Un mese fa le nostre inchieste

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di Stefania Piazzo – Si torna a parlare di test sierologici, di ritardi, di scelte scientifiche e politiche che la Regione Lombardia ha messo in campo. Ma i sindaci sul territorio cosa pensano?

Il 30 aprile La7 ha dedicato su Piazza Pulita un servizio che dà la parola ai bastian contrario. “Parlano i sindaci che in Lombardia hanno fatto i test sierologici sugli anticorpi ai cittadini, contravvenendo alle indicazioni della Regione Lombardia che per settimane li ha vietati”, si legge sul sito dell’emittente. Che divulga questo documento:

Vedi anche: https://www.la7.it/piazzapulita/video/coronavirus-chi-ha-frenato-i-test-in-lombardia-30-04-2020-322492

E parlano i primi cittadini, “A me hanno detto: stai attento perché hai scontentato qualcuno nel palazzo regionale e quindi non sei ben visto”, dice il sindaco di Robbio, nel pavese.


E il sindaco di Cocquio Trevisago, nel varesotto, porta tutto in Procura: “Mi hanno scritto che uscire pubblicamente contro la Regione in questo momento avrà delle ricadute sul presente e sul futuro”. Il servizio di Alessio Lasta è in rete.

Ma proprio sui test sierologici e sul sindaco di Cocquio Trevisago, il medico Centrella, il nostro quotidiano aveva realizzato più di un’inchiesta.

La questione coinvolge però non solo le scelte della Regione ma anche quelle del ministero.

Riproponiamo i nostri servizi da marzo ad oggi, perché la pluralità di voci è essenziale per mantenere alta l’attenzione sulla salute pubblica. Il resto, se le carte sono finite in Procura, lo valuterà chi ha poteri e competenze per individuare le responsabilità. Il giornalismo intanto cerca di informare.

“Quando un’istituzione ha paura di un’altra istituzione è una cosa bruttissima”, dice il sindaco di Robbio a La7, il primo ad aver realizzato un test sierologico per  i suoi cittadini. 

Ecco cosa avevamo scritto noi su lanuovapadania in tempi ancora non sospetti.

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