Sussidiario dedicato al Covid. Mamme in rivolta alle elementari

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di Riccardo Rocchesso – Succede in Veneto, in un piccolo comune al confine tra la provincia di Treviso e quella di Venezia.
La sorte vuole che il fatto avvenga dove anche io, venticinque anni fa, frequentai un anno di elementari.

Ma ora siamo nel 2020, e la scuola è passata da motivo di tranquillità per i genitori a fonte di preoccupazione. E cosa succede a Preganziol?
Arrivano i nuovi sussidiari per gli alunni.
Tutto normale, se non per la presenza nelle copertine di alcune frasi inquietanti, come le ha definite Raffaele Freda, consigliere comunale della cittadina insieme a molti genitori residenti.

Qui le dichiarazioni di Freda:
«Inquietanti le copertine del sussidiario delle scuole elementari di Preganziol. Almeno i bambini non trascinateli nella psicosi. Va bene incentivare il senso di responsabilità ed il rispetto delle regole, ma i contenuti macabri anche no! Diversi genitori hanno già manifestato il proprio disappunto all’Istituto comprensivo perché giustamente ritengono che immagini del genere, tra l’altro presenti anche all’interno del libro, siano inadeguate per degli studenti in età infantile».

Una decisione, quella della scuola, come riporta Trevisotoday che ha poi scatenato sui social anche le proteste di diverse mamme, di cui riportiamo alcuni commenti:

 «Da genitore in primis sono d’accordo che questa sia stata la scelta più brutta che potevano fare! Visto il periodo, visto quanto hanno dovuto sopportare i nostri figli chiusi in casa per il lockdown, magari una bella immagine spensierata sarebbe stata la scelta più giusta. Una copertina del genere è davvero orrenda»

«Queste immagini alimentano le paure e creano panico. Chi le ha rese pubbliche attraverso i diari dovrebbe riflettere e chiedere scusa ai bambini».

«Almeno loro lasciamoli vivere nei sogni e nella spensieratezza»; 

«Pienamente d’accordo…Io ho provveduto a mettere subito una copertina colorata e personalizzata».

Insomma, una bella copertina personalizzata potrebbe sicuramente mettere una pezza. Ma per la preoccupazione dei genitori, e dei bambini, catapultati in questo “nuovo clima scolastico”, cosa si potrà fare?

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