Scuola con TSO obbligatori in un paese democratico? …Democratico, ma per chi?

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di Beatrice Palai – Libertà di scelta, libertà di autodeterminarsi, libertà di curarsi o di non farlo! Mai come in questo periodo storico che qualcuno definirebbe di “estrema emergenza sanitaria”, il libero arbitrio e l’autodeterminazione sono viste come un fastidioso foruncolo da schiacciare, in nome di un’estetica più conforme ai gusti politici e ministeriali, in odore di cineseria.

I mass media ci spalancano finestre di Overton più o meno esplicite da anni, ma negli ultimi mesi è scomparsa anche l’ombra di quel ritegno cautelativo, in nome di una ormai assodata necessità di indottrinare la massa verso un pensiero unico dominante a trasmissione globale, inoculato attraverso la paura del vivere, dell’altro e della malattia, della morte..

La moda estiva in un Luglio infuocato non solo per il caldo, coinvolge appunto l’ormai inflazionato e paventato TSO, trattamento sanitario obbligatorio; per Covid-19 positivi, ASINTOMATICI, ma temibili (!), o
per sintomatici impauriti come galeotti fuggiaschi, braccati da furibondi Governatori allarmati e allarmanti.

Cosa succede però, se a settembre, alla riapertura della scuola più disastrata di sempre, oltre a spauracchi di mascherine indossate per 6 ore al giorno, plexiglas piuttosto che improbabili distanziamenti fra banchi e scolari-soldatini messi in fila come birilli da insegnanti sergenti di camerata, si fa largo anche l’ombra del TSO scolastico al primo ecciù, o peggio, preventivo sulla “SFIDUCIA”?

Succede che gli ormai esausti docenti, dirigenti, pedagogisti, lavoratori ATA e molto altro, preoccupati si INDIGNANO e gridano “NO, noi non ci stiamo”, come già altri organi statali prima di loro (Forze dell’ordine e di Polizia, vedi links di riferimento nella lettera), dissentono e reclamano:
“I lavoratori siano liberi di scegliere”, dichiarano. Al via la raccolta firme contro ogni obbligo che implichi test sierologici, vaccinazioni per il personale scolastico a partire dal mese di settembre.

Di seguito il link con annessa lettera indirizzata al Ministro dell’Istruzione Azzolina, al Ministro della Salute
Roberto Speranza, ai Sindacati e Dirigenti Scolastici degli Istituti di ogni ordine e grado.

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScOpXMLThTeAccuH0uFKchfbtc80iKfe-xfO1PByytOQShY_g/viewform

Decisamente degno di menzione uno dei passaggi della lettera, riguardante i discussi tamponi:
“I Medici del Lavoro e la Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML) precisavano, già a fine aprile 2020 (“Covid-19: non è obbligatorio alcun test per rientrare al lavoro”), che nessun tampone né test sierologico
andava effettuato ai lavoratori per la ripartenza in sicurezza dopo l’emergenza, in quanto a loro parere – per via di insufficienti conoscenze scientifiche sul virus – i tamponi e i test sierologici sono indagini ancora
scarsamente affidabili e inutili per valutare la condizione immunitaria nei confronti del Covid.”
L’unico e affermativo Sì, che questi professionisti dell’istruzione si sentono di esprimere a gran voce, è un sì alla LIBERA SCELTA, ad una scuola non ossessionata dalla sicurezza, un Sì al ritorno in classe con gli studenti,
per lavorare insieme alla valorizzazione dei loro talenti e per crescere con loro, SENZA PAURA!

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