Caos Lega in Veneto. Il commissario contro Marcato, reo di aver parlato di dati imbarazzanti a Padova

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 “La forza della Lega e’ sempre stata la compattezza le polemiche sui giornali non interessano ai cittadini e aziende che hanno bisogno in questo particolare momento di risposte e aiuti”. Cosi’ il commissario veneto della Lega, Alberto Stefani, risponde, interpellato dall’AGI, al nuovo affondo dall’assessore veneto allo Sviluppo economico, Roberto Marcato, che, in un’intervista al ‘Corriere veneto’, ha parlato di “dati imbarazzanti” a Padova e sostenuto di non voler piu’ stare “in un partito che non parla di autonomia, operai, imprese e ambiente”.

“Abbiamo bisogno di amministratori che lavorano sul territorio e di promuovere quello che facciamo”, insiste Stefani. “In Veneto, la Lega ha confermato 12 su 12 sindaci e strappato ben otto Comuni senza perderne neanche uno. Abbiamo inoltre acquisito un saldo positivo di 30 consiglieri e vinto nei capoluoghi di provincia al primo turno – aggiunge -. Anche nei Comuni sopra i 15mila il saldo e’ positivo rispetto alla situazione precedente. Abbiamo vinto in Comuni come Vigonza, dopo vent’anni di sinistra”. “A Verona, il voto di lista e’ stato condizionato dalla candidatura di Flavio Tosi, che ha drenato parte dell’elettorato leghista. In vista del ballottaggio, ci stiamo facendo artefici di un auspicabile apparentamento – sostiene il commissario di Matteo Salvini -. Mentre, nelle altre grandi citta’, Belluno e Padova, c’e’ stato un testa a testa con Fratelli d’Italia. E, se si fa un confronto generico in tutti Comuni, la Lega e’ saldamente il primo partito del Veneto”. 

Immagine dal profilo fb di Roberto Marcato

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