Aria di censura? Denunciati i sindaci padovani che chiedono sicurezza per il Covid 19

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di Benedetta Baiocchi – Non tutto fila liscio. La macchina da guerra veneta si inceppa e scivola su un brutto episodio… E’ quello che la stampa locale racconta con un titolo secco di cronaca.

Questo.

E’ accaduto l’altro giorno quando… proprio un gruppo per nulla sparuto di primi cittadini, che eversivi non sono, ha deciso di alzare la voce e di far sapere tutta la loro pubblica contrarietà, in un momento di emergenza, allo spostamento dell’ospedale della Bassa padovana.

Protestare senza assembrarsi non si può. Non va bene. Anche se lo fanno i cittadini che rappresentano decine di migliaia di cittadini. Che la sanità veneta stia affrontando con grande efficacia e lungimiranza l’epidemia è un dato di fatto. Ma il problema dei tagli alla sanità resta.

Ma la polizia locale li ha tutti identificati, i sindaci. Perché non c’era motivo per cui nell’esercizio del loro mandato si potessero spostare. Paradossale? No, vero. Non c’era ragione di farsi vedere in un momento così difficile davanti all’ingresso del Madre Teresa, l’ospedale Covid di Padova. In fin dei conti l’ospedale della Bassa padovana serviva appena 180mila abitanti. E loro sono solo dei piccoli insignificanti pubblici ufficiali.

Ed ecco che nel bel mezzo della manifestazione silenziosa, il vigili di Monselice (indovina chi governa a Monselice? ndr) intimano ai primi cittadini di mollare il colpo e andarsene. C’è un decreto…. autocertificatevi… Replica il vigile… e i sindaci: ci faccia la multa…. Chi l’ha mandata qui?… E quelli che ieri erano qui a visitare la struttura che abbiamo visto in tv erano autocertificati? Avete fermato anche quelli?….

Una commedia pirandelliana dell’assurdo. Con verbale finale in cui finisce anche il giornalista Nicola Cesaro del Mattino di Padova che racconta i fatti. Verbale in procura, poi si vedranno gli sviluppi.

Occorre aggiornale le forze dell’ordine, e anche i partiti, che la stampa non ha limiti di circolazione. Esercita, per fortuna, in tempo di pace, di guerra e di censura, il diritto di cronaca. E i pubblici ufficiali, che difendono il diritto alla salute, non li ferma certo il “adessogliefacciamovederenoi” mandando avanti una divisa. Piccola, piccolissima italietta.

Photo by Stefano Segato

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