Aosta, insegnanti rifiutano tampone, metà scuola non riapre. Procura apre inchiesta

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Un caso che crea un precedente. E che farà a lungo discutere. La procura di Aosta indaga sul caso dei 21 insegnanti della primaria San Francesco che hanno rifiutato di sottoporsi al tampone, rimandando di quattro giorni la fine della loro quarantena e quindi la riapertura di metà della scuola. Al momento il fascicolo, affidato al pm Luca Ceccanti, è senza indagati neéipotesi di reato. Gli accertamenti degli inquirenti inizieranno nei prossimi giorni e non è escluso che la situazione possa evolversi. A dare il via all’indagine è stato un esposto dell’amministrazione regionale, che vuole “accertare eventuali responsabilita’ per quanto avvenuto” dato che la scuola è “un servizio pubblico essenziale”, ha dichiarato l’assessore all’Istruzione, Luciano Caveri. Il tutto avviene alla vigilia della campagna di screening rivolta ai quasi 2.200 insegnanti delle scuole primarie e del primo anno delle secondarie di primo grado (nella zona rossa le uniche aperte agli studenti) proprio per rallentare la circolazione del virus.

Nel frattempo i docenti precari dell’associazione ‘Professori senza cattedra’ accusano dell’accaduto le “carenze strutturali della scuola valdostana” e denunciano il susseguirsi di commenti sui social “fortemente denigratori a danno dell’intera categoria”. Gli insegnanti e gli oltre 200 bambini della primaria San Francesco di Aosta erano stati posti in quarantena il 9 novembre scorso. La riapertura era prevista dieci giorni dopo, il 20 novembre, a condizione di risultare negativi al tampone. Senza test, invece, lo stop alle lezioni in presenza sarebbe durato 14 giorni, fino a lunedi’ 23 novembre. Lo screening, volontario e gratuito, si svolge in modalita’ drive-in nella periferia di Aosta. Il rifiuto di 21 insegnanti su 27 ha impedito agli alunni di sei classi su undici di essere accolti a scuola proprio per la mancanza dei docenti. I bambini sono tutti risultati negativi mentre un insegnante, dei sei sottoposti a tampone, è risultato positivo. La loro assenza “rispondeva a una fattispecie prevista dalla legge” e in ogni caso “hanno espletato il proprio servizio tramite didattica a distanza, garantendo il pubblico servizio”, hanno dichiarato i sindacati Flc Cgil, Cisl scuola, Savt e’cole e Snals della Valle d’Aosta.

“Gli insegnanti – ha riferito la dirigente scolastica Rosina Meloro venerdì mattina – non mi hanno spiegato il motivo del rifiuto al tampone, ho ricevuto solo qualche email ieri sera, a scuola chiusa, in cui mi si comunicava l’assenza. Lo screening completo di alunni e docenti sarebbe stata una buona occasione per avere la scuola primaria completamente testata e poter ripartire con tranquillità e in sicurezza, purtroppo non sarà così”. 

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