Non è una pelliccia ma una soubrette: O CIN CI LA’

Lettura 3 min

di Marcus Dardi – Sentendo pronunciare il nome Cin Ci La, molti pensano immediatamente ad una pelliccia fatta con un piccolo animaletto. Non è così. Il piccolo roditore del Sud America è totalmente fuori tema. Stiamo parlando di un’operetta e della sua protagonista: una soubrette parigina.

Cin Ci La è un’operetta italiana del 1925 scritta da Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato.

E’ stata presentata per la prima volta il 18 dicembre 1925 al Teatro Dal Verme di Milano.

L’operetta è ambientata a Macao è molto allegra, la sua canzone simbolo “O Cin Ci La” è un duetto comico d’amore tra l’attrice francese Cin Ci La e il suo innamorato Petit Gris.

La trama dell’operetta è molto curiosa e simpatica, eccola in breve.

Siamo a Macao ed il principe Ciclamino si è appena sposato con la principessa Myosotis.
La tradizione vuole che fino a quando il matrimonio non viene “consumato”, tutte le attività di divertimento vengono sospese. Siccome i due sono timidissimi e imbranati l’attesa si fa molto lunga. Ma a Macao arriva da Parigi la soubrette e attrice Cin Ci La per girare un film. Allora il Mandarino, padre di Ciclamino, pensa di affidare il figlio a Cin Ci La per svegliarlo un po’ fuori.
A Macao arriva anche il fidanzato di Cin Ci La, il gelosissimo Petit Gris, che vedendo la sua ragazza troppo “gentile” col principe, decide a sua volta, per dispetto, di far la corte alla principessa Myosotis.
Dopo una serie di gelosie, litigi e insegnamenti i due francesi sbloccano la situazione e a Macao si ritorna a far Festa.

TESTO

Pittore da bottega, vipera, rospo, strega

Quegli aguzzi tuoi dentuzzi mordon troppo, Quella bocca baci e baci, sempre scocca.
I denti Petit Gris , per morder son fat-ti, e la mia bocca fu creata per ba-ciar.

Il proverbio bada dice, che le volpi, finiranno tutte un giorno, in pelliccia.
Anch’io so ben che trove-rò qual fa-le-na
Nella fiamma, il mio dramma, questo è il de-stin. Ah__________

O Cin ci la, o Cincila, mordi rosicchia di-vora, tormenta pur chi ti vuol
bene, di fiori son le tue ca-tene.
O cin ci la, o cin ci la, mordi rosicchia di-vora, tormenta pu-re chi t vuol bene,
le tue ca-tene son fatte di fior.

Capricciosa, grigia e rosa è la vita! Presto e bene di goderla ci conviene.
Ma nella vita molte rose hai sfoglia-te, Nel tuo giardino tutti han colto qualche fior!
Ma che farci, è il mio core, fatto a spicchi! Biondo o bruno prende ognuno, la sua parte
Io ben lo so che dire donna è dir danno.
Ma chi frena, chi incatena, il nostro cuor? Ah_________________

Servizio Precedente

‘O Paese do Sole, la romanza della nostalgia

Prossimo Servizio

I TRE ERRORI FATALI PER SALVINI, SULLA STRADA DI TOGLIATTI

Ultime notizie su Storia e Territorio