Morterone, il borgo più piccolo d’Italia

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di Marcus Dardi – Quel ramo del Lago di Como che volge a mezzogiorno, riserva moltissime sorprese.

Nelle sue terre, abbarbicato all’interno delle montagne della Valsassina e alle spalle del Resegone, per chi lo osserva da Lecco, vi è il più piccolo borgo d’Italia. Il suo nome è Morterone.

Nell’agosto del 2020 è stato nominato nelle cronache locali non tanto per il suo primato di borgo più piccolo d’Italia ma per aver festeggiato la nascita del piccolo Denis. In quel borgo infatti erano più di 8 anni che non veniva più alla luce una creatura.

Il nome Morterone deriva dal latino “mortarium” cioè mortaio, poiché la sua posizione in una conca naturale ricorda appunto un piccolo mortaio in cui si pestano erbe, frutti, radici e semi.

Il problema dello spopolamento delle nostre terre è un problema serio ed è anche un fenomeno, per il momento, in continuo aumento.

Più che un borgo Morterone è un paesino molto, molto sparso che si divide in varie località dove pochissime case fanno una località.

Ci si arriva percorrendo una strada di 15 km che parte da Ballabio molto stretta, ripida, con poche protezioni laterali, con strapiombi che mettono paura, con un panorama bellissimo e che costeggia il massiccio della Grigna. Da inesperti del luogo, per via dei vari tornanti e incroci con altri veicoli, abbiamo impiegato 45 minuti a percorrerla.

Arrivati al paese di Morterone ci fermiamo nell’unico bar ristorante del borgo, la Trattoria dei Cacciatori e ci fermiamo a parlare con Viviana che è anche la sorella del nuovo cittadino del paese, Denis.

Viviana ci spiega che ha vissuto qui a Morterone i primi suoi anni di vita, ora lavora a Lecco ma torna spesso nella sua casa di famiglia qui nel borgo.

Questo piccolo borgo ha solamente 10 abitanti che vivono qui fissi tutto l’anno e alcuni di loro vanno tutti i giorni giù in città a lavorare, percorrendo quella strada, per noi insidiosa, ma per loro molto familiare.

I residenti sono 29 ma d’estate gli abitanti arrivano fino a 150 persone.

E pensare che nel 1582, quando San Carlo Borromeo venne in visita pastorale, gli abitanti erano 320.

Il borgo ha però un centro dove si trova il municipio e la Chiesa. Proprio la Chiesa ci indica che il borgo era già vivo nel XV secolo. La sua origine però, da reperti vari si presume come tempio romanico.

I suoi abitanti hanno sempre vissuto di pastorizia, in queste montagne le famiglie allevavano mucche e sicuramente producevano latte e formaggi, lavoravano il legno e ospitavano le transumanze.

Ancor oggi da aprile ad ottobre le pecore vengono su questi monti e tengono pulite le radure e i boschi del borgo.

Il turismo è la loro fonte di reddito primaria poiché la magia del luogo fa si che i discendenti delle famiglie del borgo possiedono la loro casa familiare e la usano come casa vacanza e come punto d’appoggio per un week-end di relax.

Oggi nel borgo vi è anche un museo d’arte contemporanea dove le opere d’arte sono dislocate nel borgo all’aperto.

Curiosità: il piatto forte della trattoria del borgo sono gnocchi fritti e pizzoccheri.

Foto in apertura tratta dalla pagina fb del Comune di Morterone

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